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Home » Territorio » Chiesa di San Lorenzo Martire in Valiano

CHIESA DI SAN LORENZO MARTIRE Valiano di Montepulciano

Si trova all' interno del centro storico del castello di Valiano di Montepulciano. Le sue origini risalgono al sec.XII░, periodo in cui fu costruito Valiano, castello fortificato su di una collina che domina la Valdichiana senese-aretina, situato sulla provinciale Lauretana che collega Montepulciano a Cortona. Il feudo valianese, data la sua rilevante posizione geografica sulla Valdichiana, fu conteso per secoli da Perugia, Orvieto, Arezzo e Siena; si sottomise volontariamente a Firenze nel 1427 rimanendo libero comune fino al 1774, anno in cui il granduca Pietro Leopoldo lo fece riunire a Montepulciano. Oggi dell'antico castello rimane una imponente torre rotonda, le fondamenta di altre tre torri, l'ex palazzo comunale, il cassero sul quale Ŕ stato costruito il campanile, il palazzo del capitano e la primordiale ed unica porta di ingresso.

All'interno della chiesa plebana, intitolata a San Lorenzo Martire, si trovano la sacra immagine e la reliquia del santo patrono, i frammenti di un altare robbiano, un quadro su tavola di buona mano, un'urna cineraria romana, due statue in legno dell'Addolorata e di San Giovanni ed un artistico Crocefisso ligneo del 1500 di scuola cortonese acquistato dal pievano Vagnoli nel 1783 dalla ex Compagnia dei Grandi di Montepulciano; si racconta che al momento della apposizione sulla attuale croce un tale Vincenzo Rosadi, nel pronunciare ad un compagno la frase "picchia picchia che tanto Ŕ di legno", si sentý bagnare la fronte da alcune gocce che asciugatesele con un fazzoletto (tuttora custodito dalla famiglia Rosadi) si intrise di sangue. Viene festeggiato ogni 25 anni ed in suo onore ogni terza domenica di settembre viene disputato lo storico Palio dei Carretti delle sei contrade di Valiano.

Pregiatissimi frammenti robbiani si trovano all'interno e all'esterno della cappella del Fonte Battesimale. Nel fondo della parete semicircolare sono murati alcuni pezzi: in alto, il Dio Padre benedicente con il libro della vita aperto alle pagine dove si leggono le lettere alfa ed omega; appena sotto, due angeli di colore bianco genuflessi sopra due nuvole in stucco bianco; in basso, un ciborio rettangolare con una centina decorata con foglie; ai lati, due coppie di cherubini di colore bianco su fondo azzurro. All'esterno della cappella, sopra l'arco a tutto sesto, sono stati collocati due angeli di colore bianco su fondo azzurro, che, librati in volo, reggono un cartiglio, L'angelo di sinistra regge la scritta:

ECCE*PANE*QVI*DE*CELO*DESCENDIT, mentre l'angelo di destra:

QVI*MANDVCATVNC*PANE*VIVE*INETERNUM.

A coronamento dell'arco vi sono sette teste di cherubini.

Se tutti i frammenti fossero ricomposti andrebbero sicuramente a costituire la composizione di un altare che anche se di incerta provenienza potrebbero appartenere tipologicamente al complesso delle opere realizzate da Andrea Della Robbia; le caratteristiche di alcuni elementi stilistici fanno ritenere che questi frammenti, di ottima fattura, siano databili intorno all'ultimo decennio del Quattrocento, forse al 1495.

( f.b. - a.p. - a.s. )

 

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