Montepulciano ospita il Seminario

In mostra al Museo Civico una raccolta di documenti che testimonia i rapporti tra Montepulciano e lÂ’estremo Oriente

Dal giovedì 29 a sabato 31 marzo un centinaio di giornalisti provenenti da tutta Italia frequenteranno il seminario “Cina – Europa. Una nuova via della seta”, seconda edizione delle Giornate dell’Interdipendenza organizzate a Montepulciano. Saranno tre giorni di studio e di riflessione sul “gigante” cinese cui contribuiranno esponenti della cultura, dell’arte, delle comunicazioni, della spiritualità e dell’economia impegnati nel dialogo e nel consolidamento delle relazioni e della conoscenza reciproca tra Cina ed Europa.
L’importante manifestazione è organizzata da un comitato composto da Acli, Comunità di Sant’Egidio, Focsiv, Legambiente, Movimento politico per l’unità (Focolari), Regione Toscana e Comune di Montepulciano e trova ideale collocazione nella Sala Polivalente ex – Macelli, in Piazza Moulins.
Rispetto alle “giornate” 2006, dedicate ai rapporti con l’Islam, il seminario offrirà anche alla cittadinanza un’occasione per affacciarsi sulla cultura cinese e per scoprire rapporti (finora sconosciuti ai più o insospettati) tra la città e il lontano mondo orientale.

“Siamo andati a scavare anche nel passato – spiega l’Assessore alla Cultura Alberto Quinti – per trovare tracce di interesse e di scambio culturale ed abbiamo allestito al Museo civico una mostra di reperti di arte e cultura che vogliamo mettere a disposizione dei nostri ospiti e dei cittadini poliziani. Ed abbiamo scoperto che tra le personalità che hanno scelto di vivere e svolgere la loro attività intellettuale a Montepulciano, numerose sono quelle che hanno dedicato un’attenzione viva all’Estremo oriente”.
“Nella nostra Biblioteca – Archivio, recentemente intitolata ad un concittadino illustre, Piero Calamandrei –  prosegue Quinti – conserviamo centinaia di volumi (alcuni delle vere rarità) che la famiglia ci ha voluto donare per testimoniare il forte legame con la Cina di Piero e poi di suo figlio Franco e della nuora Maria Teresa Regard, che furono corrispondenti a Pechino nei primi anni Cinquanta. Questi volumi si sono venuti ad aggiungere a preziosi libri antichi sui Gesuiti e la Cina, già presenti in Biblioteca e ad una collezione donata da Alfonso Lettieri, studioso orientalista trasferitosi in Giappone”.
“Oltre ad alcuni volumi scelti tra i più significativi, nella mostra, che rimarrà aperta fino al 28 aprile, sarà esposto anche l’album fotografico della delegazione che Piero Calamandrei guidò nel 1955 e che fu una delle prime occasioni di dialogo tra l’Italia e la nuova Cina, quando ancora non sussistevano relazioni diplomatiche tra i due paesi. Il viaggio, che ebbe anche il carattere di scambio culturale (tra gli altri nella delegazione figuravano gli scrittori Cassola, Fortini e Bernari, il giurista Bobbio, docenti e professionisti insigni) fu oggetto di un numero speciale della rivista Il Ponte, anch’esso presente nella nostra Biblioteca”.
Per l’occasione anche altri materiali ed opere d’arte conservati a Montepulciano sono stati messi a disposizione dalla famiglia Calamandrei: spiccano due opere di Qi Baishi, uno dei maggiori pittori cinesi del XX secolo, che è interessante raffrontare con i più recenti sviluppi della pittura, di cui è testimonianza la mostra allestita alla Sala Polivalente ex – Macelli.
“Un’altra testimonianza preziosa, ancora più antica – conclude Quinti –  ci è stata messa a disposizione dalla famiglia Bracci Testasecca: cartoline da Shanghai del 1891 spedite da Cesare Nerazzini a Pia Bracci e gli album che Margherita Bracci Papafava raccolse a documentazione della spedizione Pechino – Parigi di Scipione Borghese e Luigi Barzini, che arrivarono primi a Parigi con l’Itala nel 1907”.

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