Libri antichi e rarissimi in mostra a Montepulciano

Rassegna di opere tratte da collezioni private sulla storia della Val di Chiana. Dal 26 maggio al 30 giugno alle Logge della Mercanzia, in Piazza Grande

Libri antichi e rarissimi, manoscritti, lettere, addirittura pezzi unici: un patrimonio prezioso, ed in qualche caso inedito, di documenti che esce dalle collezioni private per raccontare una storia tanto nota quanto ancora bisognosa di dettagli, quella della bonifica della Val di Chiana.
Il materiale sarà raccolto nella mostra “De situ Clanarum. La Valdichiana in collezione” che si inaugura sabato 26 maggio a Montepulciano, alle Logge della Mercanzia (Piazza Grande) e che rimarrà aperta fino al 30 giugno.
Tre le sezioni in cui è divisa la rassegna, libri ed opuscoli, carte geografiche e bandi per un totale di una settantina di pezzi che risalgono tutti ad un periodo ben preciso, che si estende dalla fine del ‘600 ai primi del ’900, epoca in cui si possono considerare compiuti gli effetti di questo straordinario intervento di ingegneria che ha avuto importanti conseguenze anche sull’assetto economico e sociale del territorio.
E tra le opere più interessanti figurano il “De situ Clanarum” di Francesco Dini, edito nel 1696, pezzo pressoché unico che da il titolo alla mostra, un manoscritto sulla storia della Val di Chiana di Del Corto o le oltre 100 schede (con un lungo elenco di avvistamenti) di Giacomo Arrighi Griffoli, eminente ornitologo, casualmente trovate in uno scatolone di manoscritti acquistato a poco prezzo alla Fiera di Arezzo da un fortunato bibliofilo.
L’iniziativa nasce dall’impegno congiunto di un nutrito gruppo di partner che comprende cinque associazioni (Villa Classica di Torrita di Siena, Amici della Chianina di Bettole, Gens Valia di Valiano, Rotary Club di Chianciano – Chiusi – Montepulciano e Società Storica Poliziana di Montepulciano), il Comune di Montepulciano, la Strada del Vino Nobile e Banca di Credito Cooperativo di Montepulciano. Partecipano il Consorzio del Vino Nobile e la Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte.
L’obiettivo è quello di riportare alla luce un ingente patrimonio che, senza iniziative del genere, rischierebbe di rimanere perennemente al buio delle collezioni private. D’altra parte le raccolte pubbliche spesso sono troppo recenti per realizzare ricostruzioni storiche di tale portata e comunque non hanno la possibilità di operare sul mercato librario con la stessa agilità dei collezionisti. Dunque dall’accordo tra questi due “mondi”, grazie alla disponibilità dei bibliofili, sarà possibile ammirare opere rarissime, libri ma anche reperti iconografici di notevole pregio quali bandi e notificazioni, manoscritti ed altri documenti autografi.
La mostra si inaugura sabato 26 maggio alle 10.00 con una conferenza cui prenderanno parte gli autori ed i curatori del catalogo che accompagna l’esposizione.

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