Iniziato il 33

La 33° edizione del CANTIERE INTERNAZIONALE D’ARTE DI MONTEPULCIANO si apre con la prima italiana (dopo la prima assoluta in aprile al Teatro di Aachen che l’ha commissionata) de Il Diario di Nijinsky, opera per due cantanti, due attori, due danzatori e strumenti di Detlev Glanert su

Iniziato il 33

Iniziato il 33 Cantiere Internazionale dArte di Montepulciano


sabato 19 luglio 2008,  ore 21.00
(replica, luned 21 luglio 2008, ore 21.00)
Teatro Poliziano, Montepulciano
IL DIARIO DI NIJINSKY
opera per due cantanti, due attori, due danzatori e strumenti


musica di Detlev Glanert
libretto di Carlolyn Sittig
dai Diari di Vaslav Nijinsky
versione italiana di Erdmuthe Brand e Carlo Pasquini


Maria Tomassi e Oliviero Giorgiutti cantanti
Martina Belvisi e Geremia Longobardo attori
Lorenzo Piccolo e Arianna Belloli danzatori
Ensemble Algoritmo / Dissonanzen
Marco Angius direttore


Stefania Coretti Costumista
Gregorio Zurla scenografo
Giorgio Rossi consulente per le coreografie
Chiara Villa regista
prima rappresentazione italiana


Nelle foto allegate, immagini dall'allestimento di Montepulciano de "Il Diario di Nijinsky" e, da sin. Chiara Villa (regista), Marco Angius (direttore), Detlev Glanert (autore musiche).


La 33 edizione del CANTIERE INTERNAZIONALE DARTE DI MONTEPULCIANO si apre con la  prima italiana (dopo la prima assoluta in aprile al Teatro di Aachen che lha commissionata) de Il Diario di Nijinsky, opera per due cantanti, due attori, due danzatori e strumenti di Detlev Glanert su libretto di Carolyn Sittig, basato sui Diari scritti dal grande danzatore, nel 1919, alle soglie della follia. La regia di Chiara Villa, la direzione di Marco Angius alla testa di un gruppo formato da componenti di due dei migliori ensemble italiani specializzati nella musica contemporanea: Algoritmo di Roma e Dissonanzen di Napoli.
Fino ad oggi Vaslav Nijinsky stato il simbolo di perfezione tecnica, di grazia, di vertiginosa capacit di saltare e di massimo virtuosismo nella danza di tutti i tempi.
Nato tra il 1888 e il 1890, divenne famoso e adorato in tutto il mondo. Dopo breve tempo per inizi il processo di disgregazione delle sue facolt mentali. Allinizio degli anni 90 stata pubblicata la prima versione non censurata del diario scritto in sole sei settimane, nel 1919. Queste pagine comprendono notizie che descrivono dettagliatamente  la vita quotidiana dellartista ma anche la sua percezione distorta e schizofrenica del mondo.
Su questa base Detlev Glanert ha concepito una tipologia di teatro musicale che ha come azione principale non il racconto di una storia, ma  un monologo interno dove il testo il corpo vivo che prende forma sotto lazione tattile della musica (Glanert).
Partendo da questo principo estetico il compositore prosegue il percorso iniziato con lopera Caligola (2006): anche in questo caso la musica scaturisce  dalla vita interna di Caligola, dalla condizione della sua anima. Cos tutta la vicenda rappresentata sulla scena risulta come una interpretazione dei pensieri profondi del protagonista.
Ne Il Diario di Nijinsky, scritto su commissione del teatro di Aquisgrana,  il polimorfo  io di Nijinsky rappresentato da tre coppie, maschili e femminili, di cantanti, attori e danzatori.
A questi interpreti richiesto un impegno che va oltre la propria disciplina artistica: cantanti e danzatori devono anche recitare, gli attori cantare... Non certo possibile rappresentare con la musica una malattia mentale, ma questarte pu indicare la strada verso i confini sconosciuti dellessenza umana e svelare i segreti collegamenti fra le cose che luomo non pu sapere. Durante la rappresentazione i pensieri di Nijinsky si sviluppano in modo assolutamente non lineare, anzi in vorticose spirali e frammentati segmenti che convergono in un ganglio che ha la complessit di un nodo di Gordio,  stratificazione di immagini musicali che sempre pi precipitano ricadendo su s stesse (Glanert).
Il libretto dellopera Il Diario di Nijinsky formato da brani dei Diari che Vaslav Nijinsky tenne tra il 19 gennaio e il 4 marzo del 1919, dopo la sua ultima apparizione pubblica a St. Moritz e subito prima di essere internato in una casa di cura.
I brani selezionati contengono tutti gli argomenti e le caratteristiche stilistiche tipiche di questi Diari per cui fedelmente mantenuto lo stile di scrittura di Nijinsky influenzato dalla sua incipiente schizofrenia.
Pochi passaggi del testo sono stati adattati, pochissime frasi sono state leggermente abbreviate, ma il continuum cronologico stato mantenuto cos come la struttura fondamentale del testo da mettere in musica.
Accanto a descrizioni di avvenimenti quotidiani, i Diari contengono ricordi, visioni future, versi poetici e giochi di parole, testimoniando la degenerazione del linguaggio; accanto alle esperienze pi concrete e banali se ne trovano di metafisiche e di ingenue.
Ci che pi affascinante in questi Diari la registrazione minuto per minuto della schizofrenia, gi commentata nellistante della descrizione scritta.
Nella composizione musicale il testo non personalizzato, ma suddiviso fra sei interpreti che rappresentano tutti Nijinsky o il suo parlare a se stesso; questo si evidenzia nelle crescenti sovrapposizioni e nellimitazione musicale dei pensieri ricorrenti e avvolti come in una spirale cos tipici dei Diari.
Non ci sono prescrizioni da osservare rigorosamente n per le scene n per la regia. Al contrario, il testo per come emerge dalla partitura dovrebbe essere ri-creato con libert, senza cadere nellillustrazione didascalica. Tuttavia, anche momenti di realismo pi diretto possono e dovrebbero essere assolutamente inseriti nella rappresentazione proprio per dimostrare la sua disintegrazione.
A ciascuno dei sei interpreti richiesta una gamma di competenze che va ben oltre le abitudini: i cantanti e i danzatori devono anche recitare, gli attori talvolta devono cantare; i cantanti devono assumere uno stile fortemente teatrale che si apre anche allimprovvisazione, mentre gli attori devono spesso soggiacere alle prescrizioni della partitura abbandonando quindi parte della loro autonomia. I danzatori, come punto di partenza dellidea di movimento, sono associati allatto dello scrivere e hanno anche il compito di dar vita agli interludi strumentali. Allo stesso modo il fatto che anche i cantanti e gli attori muovano dei passi di danza concepibile allinterno della struttura dellimpianto generale; tuttavia una ricreazione del Nijinsky storico e del suo personale stile di danza sarebbero poco gradite, poich qui in primo piano non la storia ma il testo dei Diari.
La regia dunque chiamata in questopera a oltrepassare e formare nuovi limiti nel senso di un teatro del sogno; ogni interprete dovrebbe crescere nella disciplina della sua controparte, fino a unimmaginabile fusione e separazione di un corpo e una voce sestupli. La scrittura strumentale corrisponde alleterogeneit del personaggio da rappresentare e del testo: strumenti barocchi, tradizionali e moderni, che rappresentano anche i diversi momenti cronologici, formano un ensemble che scandaglia gli spazi aperti dellindicibile, inesprimibile e senza nome con uno stile ora melodrammatico, ora rigidamente composto, ora quasi di recitativo, con la danza, la parola, il canto, il silenzio.


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