Un giovane Verdi apre il 35

Una rara esecuzione in omaggio al 150° Anniversario dell’Unità d’Italia“Un giorno di regno”, regia di Nicola Berloffa, dirige il maestro Roland Böer

Un nuovo anno per il Cantiere Internazionale dArte di Montepulciano che saluta la sua 35 edizione che inaugura con la rara esecuzione di Un giorno di regno, partitura misconosciuta di un giovane Giuseppe Verdi. Apertura in grande stile domani gioved 15 luglio alle ore 21.30 (in replica sabato 17 e domenica 18): il Teatro Poliziano ospita come di consueto lopera buffa dellet classica. Scelta in ossequio alla valorizzazione dei giovani compositori che da sempre caratterizza il Cantiere, lopera celebra anche il 150 Anniversario dellUnit dItalia. Verdi infatti - simbolo del risorgimento italiano - compone lopera nel 1840 evidenziando la temperie culturale che culminer nellunit dItalia: la sua seconda opera ma sono qui gi evidenti gli stilemi della scrittura che matureranno poi in Rigoletto e ne La Traviata.

 

La regia affidata al trentenne Nicola Berloffa, mentre sar la bacchetta di Roland Ber a dirigere lorchestra Royal Northern College of Music di Manchester, anche questanno orchestra residente.

 

Lo schema dell'opera buffa tradizionale calcato da Verdi con fedelt agli stereotipi: due bassi comici (Barone e tesoriere La Rocca), tenore di grazia (Edoardo), soprano volitivo (Marchesa), mezzosoprano sognante (Giulietta), coppia d'amanti male assortiti da volont altrui e ordito per ristabilire le coppie giuste. Anche la scrittura musicale, i colori talora metallici degli archi e l'impasto timbrico seguono le tendenze del genere operistico di quegli anni, ma gi evidente la tipica sintassi verdiana in molti momenti: l'ouverture, il duetto Prover che degno io sono (in cui si pu riconoscere qualcosa della cabaletta del tenore nei Due Foscari), l'aria di Edoardo: e d'altro lato uno stile verdiano casereccio e ricorrente in tutta la carriera del musicista si legge subito nell'introduzione corale Mai non rise, con soprani e tenori raddoppiati per terze a loro volta raddoppiati tutti dai fiati e sostenuti dagli archi in pizzicato; o nello schema ritmico, popolareggiante, della cabaletta di Giulietta Non vo' quel vecchio, che rester tipico di Verdi per decenni. In altri casi il tocco inventivo prefigura soluzioni che Verdi svilupper negli anni seguenti, come nell'aria della Marchesa Se dee cader la vedova, che stata notata avvicinarsi a quella di Oscar nel Ballo in maschera. L'ouverture, saldissima, contiene materiale sapientemente variato, che riapparir solo nel finale del secondo atto.

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