INCONTRO INTERNAZIONALE CIPEG (COMITATO PER L

Si è concluso con la visita del Museo Egizio di Firenze l’incontro internazionale del Comitato per l’Egittologia (CIPEG) dell’ICOM tenutosi a Montepulciano (Siena) dal 19 al 23 uu.ss. Il convegno, incentrato su “Novità dalle collezioni e nuove collezioni”, ha visto la partecipazione di oltre quaranta studiosi provenienti da ogni parte del mondo che si sono confrontati su temi relativi alle collezioni di reperti egizi, al modo di presentarle al pubblico, al loro significato nell’ambito della cultura contemporanea e ai problemi legati alla cura e alla conservazione dei reperti.

Si è concluso con la visita del Museo Egizio di Firenze l’incontro internazionale del Comitato per l’Egittologia (CIPEG) dell’ICOM tenutosi a Montepulciano (Siena) dal 19 al 23 uu.ss. Il convegno, incentrato su “Novità dalle collezioni e nuove collezioni”, ha visto la partecipazione di oltre quaranta studiosi provenienti da ogni parte del mondo che si sono confrontati su temi relativi alle collezioni di reperti egizi, al modo di presentarle al pubblico, al loro significato nell’ambito della cultura contemporanea e ai problemi legati alla cura e alla conservazione dei reperti.

L’incontro poliziano ha manifestato una tendenza nel modo di proporre i documenti relativi alla cultura faraonica, assolutamente innovativa rispetto alla concezione corrente che tende a descrivere quella faraonica come una civiltà ossessionata dal pensiero dalla morte. L’elemento comune che lega i progetti di rinnovamento attualmente in corso è invece il desiderio di porre in assoluto risalto il carattere solare, e perciò gioioso, degli egizi e della loro cultura. Così, anche una collezione come quella di Monaco di Baviera, il cui progetto di riallestimento è stato presentato dalla direttrice Sylvia Schoske, per la quale è previsto un totale riallestimento in ambienti sotterranei usufruirà di un sistema d’illuminazione in grado di porre in pieno risalto monumenti concepiti in origine per essere collocati in pieno sole. La luce è anche l’elemento fondamentale che ha guidato Dietrich Wildung nel ridisegnare l‘istallazione della collezione egizia berlinese, inaugurata lo scorso ottobre nei rinnovati spazi del Neuen Museum. A meno di un anno della sua riapertura la prestigiosa raccolta, che ha come punto focale il celeberrimo busto della regina Nefertiti, ha già ricevuto più di un milione di visitatori.

La serata di apertura dell’’incontro poliziano si è tenuta presso l’Azienda Agricola “Il Poliziano” alla presenza di oltre cento persone. Il saluto di benvenuto da parte del presidente di ICOM Italia Alberto Garlandini e della presidentessa del CIPEG, la belga Claire Derriks, ha preceduto l’intervento inaugurale di Wafaa el-Saddik, direttrice del Museo Egizio del Cairo, che ha presentato il progetto del nuovo riallestimento della prestigiosa istituzione coinvolgimento cui partecipano, tra gli altri, numerosi esperti italiani.

Al Museo Egizio del Cairo era anche dedicata la mostra inaugurata da Rosanna Pirelli, direttrice del Centro Archeologico Italiano al Cairo, e realizzata appositamente per l’incontro . L’evento prevedeva la totale esposizione delle fotografie tratte dalla documentazione della ditta costruttrice Garozzo – Zaffrani che, alla fine del’Ottocento, si era aggiudicata la realizzazione dell’edificio in cui è tutt’ora ospitata la più importante raccolta di reperti faraonici del mondo. I due impresari si erano trasferiti dall’Italia in Egitto in giovane età. Dopo avere lavorato come semplici capomastri erano riusciti a creare ditte edili a proprio nome e, nel giro di trent’anni, erano divenuti tra i più importanti impresari attivi in Egitto. L’edificio del Museo del Cairo, progettato dall’architetto francese Marcel Durgnon e realizzato dalla loro ditta, fu costruito tra il 1896 e il 1900. Aveva aspetti estremamente innovativi per l’epoca: è uno dei primi, per esempio, in cui venne usato in modo estensivo il calcestruzzo armato.

Di estrema importanza, sia per la rilevanza delle istituzioni che rappresentavano sia per la trattazione di temi, sono stati gli interventi di Guillemette Andreu, direttrice del dipartimento di antichità Egiziane del Museo del Louvre, soffermatasi a lungo sulla recente restituzione di alcuni frammenti dipinti provenienti da una tomba tebana, di Rita Freed, responsabile della sezioni di arte antica del Museum of Fine Arts di Boston, che ha riferito su una mostra dedicata al sarcofago di Sjehuy-nakht, uno dei capolavori indiscussi dell’arte pittorica e dell’ebanisteria dell’antico Egitto e di Emily Teeter, curatrice del Museo dell’Istituto Orientale di Chicago e presidente dell’American Research Center in Egypt, che ha invece annunciato l’inaugurazione di una mostra che tenterà di fare luce su uno dei più controversi problemi della storia dell’umanità: la nascita della scrittura.

Altro momento di estremo interesse dell’incontro poliziano è stata la presentazione del progetto per il nuovo allestimento del Museo Egizio di Torino da parte della direttrice Eleni Vassilka. Il termine dei lavori è previsto per il 2015; per il momento è stato quasi ultimato lo scavo del cortile, dove sarà realizzata l’ingresso dotato di ogni più moderno servizio. Era la prima volta che il nuovo volto della più importante istituzione museale egittologica italiana veniva presentato a un così folto numero di colleghi stranieri, che hanno accolto in modo positivo quanto sta facendo la Fondazione del Museo delle Antichità Egizie di Torino.

Era anche la prima volta che un incontro del CIPEG aveva svolgimento in Italia e l’evento poliziano è servito anche a mettere in luce un fenomeno abbastanza recente, ovverosia la nascita di una figura professionale egittologica legata al mondo dei musei e indipendente dalle scienze filologiche e archeologiche. Nonostante la presenza di oltre cento raccolte egizie sparse su tutto il territorio italiano i curatori di musei con specifica preparazione egittologica sono un numero assai esiguo.

L’organizzazione era a cura dell’Associazione Culturale “Harwa 2001” ONLUS ed è stata resa possibile dall’intervento economico della Regione Toscana e della Fondazione Montepaschi. Una felice interazione con la locale amministrazione comunale nella persona del sindaco Andrea Rossi e dell’assessore Franco Rossi e l’intervento della Fondazione Musei Senesi, rappresentata dal presidente Gianni Resti e dal Segretario generale Luigi Maria di Corato, ha consentito di mettere in valore anche il patrimonio museale della cittadina toscana, culminato con la visita della mostra “I macchiaioli a Montepulciano”.

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