Nuova Pac: le preoccupazioni dei produttori di Vino Nobile

Dalla cancellazione dei diritti di impianto una deregulation che andrebbe a scapito di tutto il lavoro di tutela e di qualità del prodotto svolto fino ad oggi da parte del Consorzio e dagli stessi produttori. Con la nuova Ocm il rischio di indebolimento del sistema vino italiano

Il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano si unisce alle preoccupazioni espresse dal Presidente di Federdoc, Riccardo Ricci Curbastro, sulle potenziali conseguenze della Nuova Pac e sull’Ocm Vino che l’Unione Europea sta mettendo portando avanti. Conseguenze non immediate, visto che il regolamento dovrà essere in vigore dal 2015, ma comunque è ora il momento di tutelare a livello europeo l’Italia del Vino. A preoccupare i produttori di Montepulciano, così come denunciato anche da Federdoc, potrebbe essere in particolare il disimpegno della Comunità europea verso problemi di assoluta priorità e delicatezza, come quello del controllo e della gestione delle produzioni vitivinicole, così come previsto dalla nuova OCM. Dalla potenziale liberalizzazione degli impianti infatti, senza alcuno strumento di gestione della produzione, si rischierebbe di destabilizzare l’economia di un territorio a forte vocazione e con un equilibrio produttivo ormai calibrato con fenomeni destabilizzanti come potenziali sovrapproduzioni, cadute dei prezzi, speculazioni, perdita dei valori patrimoniali dei vigneti. Sarebbero così messi in discussione anche gli sforzi qualitativi  portati avanti fino ad oggi dai produttori, senza considerare l’improvviso disequilibrio  quantitativo, rispetto al mercato, che la proliferazione dei vigneti e delle produzioni potrebbe portare.

 

Come in molte altre aree anche a Montepulciano la produzione vitivinicola si avvale del controllo dei diritti di impianto. Il principio-base è che nuovi vigneti possano essere impiantati solo se supportati da diritti di impianto in mano al viticoltore, o se particolari esigenze di mercato possano richiedere nuovi impianti, attingendo alle riserve regionali. Si tratta di un modo indiretto di controllare la produzione attraverso la gestione del vigneto con l’obiettivo di stabilizzare i prezzi e contrastare le crisi di sovrapproduzione. L’OCM prevede la soppressione al 31 dicembre 2015 di questo regime. «Questo rappresenterebbe un problema per i produttori di Vino Nobile – spiega Paolo Solini, coordinatore del Consorzio – perché chiunque potrebbe intervenire in un terreno piantando nuovi vigneti e producendo Vino Nobile creando un sistema di difficile controllo e soprattutto il rischio di una sovrapproduzione mentre è dimostrato come il sistema di regolamentazione degli Albi adottato dalla Regione Toscana abbia dato buoni risultati sulla qualità e sui riscontri nel mercato». Attualmente sono 1.207 gli ettari di vigneto iscritti all’albo di produzione del Vino Nobile di Montepulciano per una produzione media annua di circa 50mila tonnellate di Nobile con un’immissione nel mercato di circa 8milioni di bottiglie.

Il mercato del Vino Nobile di Montepulciano ha visto un primo semestre 2010 positivo: poche, quasi nulle, le giacenze di Nobile e Rosso in cantina. Inoltre nel primo semestre 2010 l’immissione nel mercato di bottiglie è in tenuta rispetto allo stesso periodo del 2009 anno nel quale il mercato del Vino Nobile si è diretto verso l’estero dove è andato il 68% di prodotto mentre il restante 32% è stato destinato al mercato nazionale con Toscana (circa il 40 per cento) e Lombardia (circa il 15%) come regioni capofila. L’export del Nobile in particolare si rivolge ai paesi europei (circa il 70% della quota), dove Germania (30 per cento), Svizzera (27%) restano i principali mercati. Si sono riconfermati in forte crescita anche i mercati Usa e quello asiatico, paesi nei quali proprio a partire da novembre il Consorzio sarà presente con un tour promozionale.

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