Vinitaly: il mercato in crescita spinge il

Il Consorzio è presente a Vinitaly con oltre 50 aziende rappresentate allo stand consortile
Il Vino Nobile non molla i mercati e rilancia con la produzione: approvati i bandi per l’apertura degli albi a Nobile Docg e Rosso Doc. E con il QR Code il Nobile è in rete su tutto il territorio di Montepulciano e non solo: a Verona presentata l’anteprima dell’ambizioso progetto

Al Pad 8 (Toscana) stand D12 – D13 del Vinitaly, l’appuntamento dell’anno per il vino italiano presso la fiera di Verona, il Consorzio del Vino Nobile è presente come tutti gli anni con lo stand che per questa edizione vede la presenza di oltre 50 aziende di cui 22 in forma diretta. Tra le novità presentate allo stand di Vinitaly il progetto della rete Qr Code, già sperimentabile in fiera. Disponendo di uno smartphone dotato di macchina fotografica e di connettività wi-fi si potranno scaricare gratuitamente informazioni sulle aziende di Montepulciano oltre a quelle di carattere turistico appositamente redatte e relative a vari monumenti di Montepulciano. A Verona il banco d’assaggio del Consorzio si presenta con il Rosso di Montepulciano e il Nobile 2008 e la Riserva 2007 (ultime annate in commercio), vini che visti i recenti dati non dovrebbero trovare difficoltà di mercato. «Il primo trimestre 2011 – commenta il Presidente del Consorzio del Vino Nobile, Federico Carletti – è in perfetta linea rispetto allo stesso periodo dell’anno passato in termini di bottiglie immesse sul mercato, un dato che conferma l’andamento di ripresa dei mercati e l’ottimo momento per il Vino Nobile che nel 2010 ha visto il tutto esaurito in cantina».

 

E’ anche per questa ragione che la Provincia di Siena, d’intesa con il Consorzio, ha deciso di riaprire gli albi della Docg. Entro il 2 maggio le aziende che rispondono ai requisiti del bando, potranno fare richiesta di ampliamento dei vigneti iscritti a Nobile di Montepulciano attraverso il sistema della riqualificazione, ovvero non si tratterà di nuovi impianti, ma di un passaggio da Doc a Docg per il Nobile e da Igt a Doc per il Rosso. Dai 3.000 ai 5.000 metri quadrati per azienda (fino a mezzo ettaro quindi) per un potenziale massimo di 90 ettari di vigneti atti a divenire Vino Nobile (attualmente gli ettari iscritti all’albo della Docg a Montepulciano sono 1.300) per una produzione che tra qualche anno potrebbe crescere potenzialmente di 5 mila ettolitri pari a circa 650 mila bottiglie di Nobile in più all’anno (attualmente la produzione media di Nobile è di 8 milioni di bottiglie all’anno). «E’ una scelta che forse ci vede in controtendenza con altre realtà simili alle nostre – spiega il Coordinatore del Consorzio, Paolo Solini – ma doverosa dettata in parte dal mercato, in parte dalla necessità di creare maggiore economia per i giovani imprenditori del nostro territorio». Per il Rosso di Montepulciano Doc gli ettari potrebbero crescere fino a un massimo di 150 (344 sono quelli attuali) per un potenziale produttivo di quasi 1,5 milioni di bottiglie all’anno (2,5 milioni quelle attuali). L’operazione potrebbe portare ad accrescere il valore patrimoniale dei vigneti di Montepulciano di circa 6 milioni di euro (200 milioni di euro l’attuale stima del valore patrimoniale).

 

Il 2011 come detto è partito di nuovo col segno più per il Vino Nobile di Montepulciano che secondo i dati del Consorzio avrebbe già migliorato, in termini di distribuzioni fascette, il primo trimestre 2010. Nel 2010 a Montepulciano si è registrato un vero e proprio “sold out”, con un incremento dell’immissione nel mercato di bottiglie rispetto al 2009 (circa 200 mila tra Nobile e Rosso), con oltre 8 milioni di bottiglie per il Nobile e 2,7 milioni per il Rosso. Per quanto riguarda il mercato del Vino Nobile si conferma la tendenza all’esportazione con il 59% di prodotto mentre il restante 41% è stato destinato al mercato nazionale con in testa Toscana (circa il 60 per cento) e Nord Italia (il 17%), ma significativo è anche il dato della vendita diretta in azienda (11%). L’export del Nobile si è rivolto come al solito soprattutto verso mercati storici come la Germania (37 per cento) e la Svizzera (19%) seguiti dal Regno Unito (11 per cento). Si sono riconfermati in forte crescita anche i mercati Usa (14%) e quello asiatico (oltre l’8%).

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