CANTIERE, IL FUTURO DOPO I MIRACOLI DI GLANERT

Più breve la rassegna, più consistente l’incremento del pubblico: il 36° Cantiere Internazionale d’Arte si congeda con un sostanziale aumento degli incassi rispetto alla scorsa edizione che già aveva sancito il record al botteghino.

Più breve la rassegna, più consistente l’incremento del pubblico: il 36° Cantiere Internazionale d’Arte si congeda con un sostanziale aumento degli incassi rispetto alla scorsa edizione che già aveva sancito il record al botteghino. Un dato significativo perché quest’anno erano in agenda 53 spettacoli condensati in soli dieci giorni, segno che il Cantiere sa consolidare la fedeltà del proprio pubblico, coinvolgendo un numero sempre crescente dei numerosi turisti presenti quest’anno a Montepulciano.

 

Dal punto di vista culturale, il bilancio è affidato a Detlev Glanert, direttore artistico uscente che con questa edizione completa il suo triennio legato alla Commedia dantesca: “Siamo riusciti nel nostro obiettivo di realizzare tutta la trilogia, cosa che in questo periodo di crisi e tagli è di per sé un miracolo e soprattutto abbiamo formato una grande squadra, rinnovando il significato del Cantiere inteso come progetto aperto e non come festival ordinario: questo è un clima positivo per l’arte, uno stimolo per valorizzare l’umanesimo della civiltà”.

 

Detlev Glanert conclude quindi un mandato che lui stesso aveva voluto triennale e che ha suggellato un evidente rilancio della manifestazione poliziana con il sontuoso Concerto di chiusura, eseguito da un organico di oltre 200 elementi in Piazza Grande. La direzione di Roland Böer ha ottenuto un’ovazione convinta da parte della platea che ha applaudito a lungo la Seconda Sinfonia di Mahler.

 

Dal podio, è stato proprio il maestro Böer a ringraziare pubblicamente Detlev Glanert che rimane comunque legato alla Fondazione Cantiere come membro del consiglio d’indirizzo nominato dall’Unione dei Comuni, a dimostrazione del riconoscimento che tutta l’area della Valdichiana vuole tributare al lavoro del compositore tedesco. È noto che, nella storia del Cantiere, sono stati spesso complicati i rapporti con le direzioni artistiche: Glanert è invece una delle rare eccezioni, visto che porta a termine il suo progetto con l’apprezzamento di tutto l’ambiente organizzativo e istituzionale.

 

La conferma arriva da Piero Di Betto, presidente della Fondazione: “Siamo decisamente soddisfatti perché a Montepulciano si è respirato un clima di entusiasmo diffuso come avveniva nei Cantieri delle origini: ora dobbiamo tutelare questo patrimonio, non a caso i nuovi organi della Fondazione si insediano nei prossimi giorni con l’intento di nominare un nuovo direttore artistico che rafforzi la partecipazione del territorio, nel segno della continuità con Detlev Glanert a cui tutto il nostro territorio e tutto il panorama culturale italiano ed europeo devono essere grati.”   

 

 

 

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