A rischio i conti 2011 del sociale: tutto il peso ricade sui Comuni

“Lo Stato sociale sta sparendo, disintegrato dai “tagli” alle risorse destinate alla sanità ed alle fasce più deboli della popolazione”. La denuncia parte dai Sindaci della Val di Chiana dopo l’ultima assemblea della Società della Salute.

“Lo Stato sociale sta sparendo, disintegrato dai “tagli” alle risorse destinate alla sanità ed alle fasce più deboli della popolazione”. La denuncia parte dai Sindaci della Val di Chiana dopo l’ultima assemblea della Società della Salute.

 

A provocare il grido d’allarme dei primi cittadini sono i conti dei servizi sociali: al bilancio 2011, pari ad un milione e 90.000 euro e fin qui sostenuto dai Comuni per 496.000 Euro, ad oggi mancano 350.000 Euro a cui si potrebbero aggiungere entro la fine dell'anno ulteriori € 150.000 che devono essere erogati dal Ministero della Salute. Se questa somma non dovesse arrivare (e al momento non vi sono certezze né in un senso né nell’altro) i Comuni sarebbero costretti a sostenere, con i propri bilanci, oltre il 50% del costo complessivo dei servizi sociali garantiti nell’anno.

 

“Più che di “Stato sociale” – afferma Andrea Rossi, Sindaco di Montepulciano e Presidente della Società della Salute della Val di Chiana Senese – possiamo cominciare a parlare, con un paradosso linguistico, di “Comune sociale”, visto che il primo (LO STATO) non c’è più e il peso delle prestazioni grava sempre più sulle Amministrazioni locali”.

 

“Se questo trend dovesse essere confermato, se, cioè, la gestione dei servizi sociali dovesse pesare sempre di più sui bilanci comunali – prosegue Rossi, anche a nome dei suoi colleghi di Cetona, Chianciano Terme, Chiusi, Pienza, Sarteano, Sinalunga, S.Casciano dei Bagni, Trequanda e Torrita di Siena – potremmo essere costretti a rinunciare alla Società della Salute, alla quale la legge regionale attribuisce  la titolarità delle attività sanitarie e sociali sul territorio. Potrebbe bastare la Conferenza dei Sindaci che, di fronte all’impossibilità di incidere nelle scelte di governo e programmazione della salute, si limiterebbe a definire le quote a carico di ciascun Comune”.

 

“Mancano gli interlocutori – incalza Rossi – i Comuni non hanno una controparte in grado di dare risposte anche drastiche, ma almeno certe . Anche dagli altri Enti territoriali, per prima la Regione, arrivano solo notizie sconfortanti di riduzioni di risorse”.

 

“Lanciamo un appello proprio alla Regione – dicono in coro i Sindaci – affinché, con una scelta coraggiosa e in controtendenza, rimetta fondi per il sociale, confermando quella sensibilità che fa parte della cultura della Toscana”.

 

I segnali appaiono più forti dei precedenti; le difficoltà in cui si dibattono i Comuni sono sempre più gravi, i “tagli” alla spesa sanitaria e sociale si stanno già facendo sentire e le prime a subirne le conseguenze sono proprio le categorie più deboli; inoltre le proiezioni sui Bilanci 2012 degli Enti locali, alle luce della manovra – bis, fanno rabbrividire.

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