Ricordi poliziani

Erano tanti anni che non ripassavo da Poggiofanti. Anche io, che abito a Montepulciano e non ho problemi di distanza, faccio fatica a frequentare quel “giardino” che tanto amavo da ragazzo.

Erano tanti anni che non ripassavo da Poggiofanti. Anche io, che abito a Montepulciano e
non ho problemi di distanza, faccio fatica a frequentare quel “giardino” che tanto amavo
da ragazzo. Il lavoro, la famiglia e le varie situazioni della vita, legate anche al
fattore età che ti trascina lontano dalla spensieratezza, spesso ti conducono lontano da
quei luoghi che per molti anni sono stati quei posti ameni dove ogni volta ritrovavi gli
amici e vari momenti di svago. Non è cambiato molto, il giardino, da venti anni a questa
parte. Sopra alla pista c’è montato un moderno tendone per non bagnarsi dalla pioggia e
per ripararsi dal vento, ma a parte questo piccolo dettaglio (averlo avuto noi un
ricovero del genere!) ho riconosciuto lo stesso barrino, la fontana e gli accessori vari
propri di un posto destinato ai più giovani. I biliardini e i flippers, anche se oggi più
moderni, sono simili a quelli di allora. In più, oggi, su un lato della pista troneggia
un biliardo che noi per trovarlo dovevamo arrivare fino al bar del Bui, e quanto si
aspettava perché arrivasse il nostro turno per giocare! Bighellonando lungo le calde
giornate estive tra un gelato ed un cremino comprati al barrino della Marina, quando il
giardino era il centro delle attività di noi giovani poliziani, di tanto in tanto
comparivano personaggi che oggi non sono più e che forse per ragioni economiche o per
loro precisa volontà vivevano in modo stravagante e abitavano in case concesse dal comune
o in proprie abitazioni fatiscenti e posticce.


Questi personaggi li incontravamo seduti sulle panchine del “nostro” giardino o in giro
per i vicoli del centro storico e, data la nostra giovane età e per il loro strano modo
di vestirsi e di porsi verso le altre persone, incutevano in noi un timore sinistro che
ci faceva scappare e parlottare in un tipico atteggiamento fanciullesco.


Ricordo la “Giraffa”, una signora romana sposata ad un ufficiale della marina che in
seguito ad un bombardamento avvenuto al Salarco, durante la seconda guerra mondiale, era
rimasta traumatizzata per il resto della sua vita e vagava per la nostra città con piglio
austero e quando le girava male ci tirava qualche sasso per farci correre mentre ridevamo
intimoriti: in merito a questo, ripensandoci oggi da adulto, secondo me si divertiva più
lei di noi, anche perché era una persona che amava apostrofare chiunque le capitasse a
tiro in modo simpatico e sfrontato.


Oppure il “Moro”, grande e grosso che per la sua mole incuteva timore a grandi e piccini
e che con il suo vocione ci urlava di una strana malattia che aveva contratto durante la
sua permanenza in Brasile, dove lavorava in qualità di falegname, per la quale aspettava
da un momento all’altro un cospicuo risarcimento, peraltro mai arrivato, dal governo del
paese sudamericano.


La “Spinosa”, che proveniva da Siena, aveva il cosiddetto botteghino del lotto e per
motivi sconosciuti si ridusse a vagare per Montepulciano senza meta, di solito in
compagnia della sopra citata Giraffa. Si vestiva in modo strambo, la Spinosa, e di tanto
in tanto si fermava a raccogliere mozziconi di sigarette (cicche) o altre cose che
sembravano esserle utili in quel momento, ma che poi gettava via placidamente.
Parlando con un amico mi è tornato in mente Bombolino, che aveva una particolare
predilezione per il buon vino rosso e non gli importava che fosse nobile! A volte
sopraffatto dall’enorme quantità di quel buon nettare ingerito si fermava di fronte al
teatro a “sbollire” la sbronza, appoggiato ad uno stipite a volte per ore. Nessuno ha mai
saputo se riuscisse davvero a dormire in piedi.


La mia memoria si ferma volutamente a questi pochi personaggi, probabilmente i più
famosi, di certo non gli unici che hanno popolato la vita poliziana. Infatti ce ne sono
stati tante di figure che hanno caratterizzato il nostro tempo e ciascuno, in cuor suo,
ogni tanto dovrebbe voltarsi indietro e rivolgergli un pensiero perché anche loro, con il
loro modo di vivere particolare, hanno contribuito ad animare la vita di ognuno.


di Giuliano Lenni Presidente della Confcommercio di
Montepulciano e Pienza

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