Politica compatta fa sentire la sua voce sulla crisi delle Terme di Chianciano

Voto unanime al Consiglio dellÂ’Unione dei Comuni Valdichiana SeneseForze politiche compatte per il rilancio delle Terme di ChiancianoComparto strategico, serve una ristrutturazione anche a difesa dei lavoratori

Forze politiche della Val di Chiana compatte nel chiedere azioni per fronteggiare la straordinaria situazione di crisi del settore termale a Chianciano Terme.

Il Consiglio dell’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese ha infatti approvato all’unanimità un Ordine del Giorno che ripercorre la storia recente delle Terme di Chianciano, afferma di nutrire fiducia nelle opportunità di sviluppo che un rilancio di questo settore industriale potrebbe garantire e pone precise domande alla società di gestione Terme di Chianciano ed alla Terme Immobiliare spa.

L’analisi che ha ottenuto il consenso dell’intero arco politico che va dalle opposizioni di sinistra e centrodestra alla maggioranza di centrosinistra ricorda anzitutto il passaggio delle terme, nel 1997, dallo Stato alla Regione Toscana ed al Comune di Chianciano Terme, e la successiva privatizzazione, conclusasi nel 2004, e considerata necessaria per rilanciarne l’attività.

Di fronte ad una situazione che si è andata sempre più aggravando, mettendo a rischio i livelli di occupazione all’interno dell’azienda (la più importante del comune) e spegnendo l’effetto-volano sull’economia del sud della provincia di Siena che il turismo termale riusciva ad attivare, le istituzioni non sono rimaste ferme.

In particolare l’Amministrazione Comunale di Chianciano Terme ha richiesto lo stato di crisi per l’economia del territorio (aprile 2011), atto a cui hanno fatto seguito i riconoscimenti della gravità della situazione da parte della Provincia di Siena (luglio 2011) e della Regione Toscana (ottobre 2011).

E’ datato sempre 2011 il protocollo di sostegno per il rilancio della destinazione turistica termale di Chianciano Terme, sottoscritto dalla stessa Unione dei Comuni.

Ora i rappresentanti bi-partizan di Cetona, Chianciano Terme, Chiusi, Montepulciano, San Casciano dei Bagni, Sarteano, Sinalunga, Torrita di Siena e Trequanda prendono atto con preoccupazione dell’ulteriore peggioramento della situazione e, mentre esprimono fiducia nel termalismo, sia quello sanitario tradizionale sia quello collegato al benessere, esprimono nel documento approvato dall’assemblea la convinzione che, con un adeguato supporto imprenditoriale, l’intero comparto potrebbe essere di nuovo protagonista di una fase di sviluppo, garantendo i livelli occupazionali oggi a rischio.
Ecco quindi che l’Unione dei Comuni chiede alla società Terme di Chianciano di garantire una gestione adeguata che tenga conto di tre fattori: l’equilibrio economico e finanziario, la qualità dei servizi erogati e, di conseguenza, la tenuta dei posti di lavori.

Ma le Terme di Chianciano potrebbero già essere appetibili per partner esterni e per questo i gruppi politici della Valdichiana senese chiedono alla stessa Terme spa di formulare un piano di ristrutturazione aziendale e industriale tale da suscitare l’interesse di imprenditori del settore.

Alla Terme Immobiliare il Consiglio chiede invece di valutare con attenzione le proposte provenienti dalla società di gestione e, si legge nel documento, “se condivise, di assecondarle in modo da poter ridurre i tempi per la definitiva soluzione della crisi aziendale”.

Insomma, dalla Valdichiana la politica ha fatto sentire la sua voce sul caso-Chianciano Terme; ora la palla passa ai manager.

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