Domenica 29 giugno si celebra la Liberazione - Il programma della manifestazione

Il programma delle celebrazione, le iniziative, il contesto storico

A caratterizzare la giornata, che si aprirà con il consueto corteo che attraverserà l’intero centro storico, sarà l’omaggio che il Comune, l’ANPI, le associazioni e l’intera comunità renderanno al cippo che ad Argiano, lungo la strada che va verso la frazione di Tre Berte, ricorda l’esecuzione sommaria di Arturo e Alceo Baldi, padre e figlio.

I due furono uccisi a colpi di mitra dai tedeschi il 20 giugno 1944 perché trovati in possesso di una ricevuta rilasciata dai partigiani per una rivoltella ritirata, di proprietà del figlio.

Come riferito a Primo Tiradritti, autore de “Il diario di guerra a Montepulciano” da Don Telemaco Mariani, Parroco di Cervognano, i soldati trovarono la ricevuta rovistando nei cassetti dell’abitazione dei Baldi in cui avevano fatto irruzione e non vollero ascoltare alcuna giustificazione.

 

La celebrazione del 29 giugno si aprirà alle 9.30 in Piazza Grande con la partenza del corteo, accompagnato dalla banda dell’Istituto di Musica “H.W. Henze”.

La manifestazione farà tappa al Borgo Buio, dove una lapide ricorda il sacrificio del giovane partigiano Giuseppe Marino, e quindi al Giardino di Poggiofanti dove sarà deposta una corona d’alloro in memoria dei martiri della Liberazione e dove parlerà un rappresentante dell’Amministrazione Comunale. I partecipanti si sposteranno poi verso Argiano per la commemorazione di Arturo e Alceo Baldi.

 

La cerimonia della Liberazione di Montepulciano continua quindi a rispettare quel carattere itinerante che, negli ultimi anni, ha consentito di rievocare fatti e personaggi, purtroppo accomunati dalla tragicità, che insanguinarono il 1944 e resero drammatico anche in quest’area il passaggio della tirannia nazi-fascista ai primi passi verso la democrazia.

Nel 2009, in accordo con l’associazione dei partigiani e con quelle degli ex-combattenti, fu restaurato il piccolo mausoleo che, al Cimitero di S.Chiara, ricorda Giuseppe Marino e i poliziani Mario Mancattelli e Marino Cappelli che morirono il 6 aprile ’44, all’età di appena 20 anni, nella battaglia di Monticchiello.

Nel 2011, in loc. Podere San Carlo, a Pianoia, fu inaugurata una lapide in memoria del partigiano Lanciotto Biagi, detto Zambo, ucciso dai tedeschi l’8 giugno ’44 in un’azione di rappresaglia, e fu presentato il libro “Giorni di guerra – Diario 1939 – 1944” di Vincenzo Cozzani, arrestato nella stessa azione e poi fortunatamente scampato alla morte. A Cozzani è stato poi intitolato nel 2012 il Viale delle Circonvallazione.

Nel 2012, in loc. Pantano, vicino ad Ascianello, fu ricordata la crudele uccisione dei due coloni Angelo Montiani e Aldo Pascucci, torturati e impiccati dalle SS dopo un processo sommario con l’accusa di essere partigiani.

Infine, lo scorso anno, è stata scoperta una lapide che ricorda uno dei martiri poliziani della Resistenza, Elio Bernabei, vittima, insieme ad altri 334 ostaggi, dell’eccidio delle Fosse Ardeatine.     

 

Al termine della cerimonia (altra novità di quest’anno) al Centro Civico di Acquaviva), alle 12.00, sarà proiettato un video sul tema della Resistenza.

Il cortometraggio si intitola “Jetzt” (dal tedesco, “adesso”) ed è stato realizzato nel 2013 da Luigi Pagnotta, con varie collaborazioni, la maggior parte di Montepulciano.

Chiancianese di nascita, Pagnotta continua ad operare nella cittadina termale nel settore del turismo. Tra i collaboratori, importantissimo l’operatore di ripresa, Giancarlo Crociani, che si è occupato anche della parte tecnica.

Luigi Pagnotta ha scritto il soggetto, la sceneggiatura e ne ha fatto la regia, con l’aiuto di Paolo Cappelli. La musica è di Massimo Giuntini, che per lungo tempo ha fatto parte del noto gruppo Modena City Ramblers e che ha composto una musica anche per il film The gangs of New York, di Martin Scorsese. Massimo Giuntini ha già collaborato in passato con Luigi Pagnotta.

 

RICOSTRUZIONE DEGLI EVENTI

 

Il 29 giugno del 1944 era un giovedì. Montepulciano, la Val d’Orcia, l’intera Val di Chiana attendevano di essere liberate dalle forze alleate che ormai premevano da alcuni giorni ma la città dovette subire ancora gravi danni.

Come riporta il diario del Vescovo mons. Emilio Giorgi “questa mattina prestissimo è crollato il ponte delle Fontacce (…) era stato minato con dieci quintali di dinamite. Verso le dieci sono stati fatti saltare i Ponti Secchi, (…) durante la mattina sono entrati i primi inglesi e francesi”.

“Montepulciano fu liberata il 29 giugno 1944. Alle prime luci dell’alba i reparti inglesi che si erano mossi dalla zona sud occidentale di Pienza e di Chianciano, da occidente e dalle pendici del colle, giunsero alle porte della città costringendo il contingente tedesco ad attestarsi nella parte settentrionale, all’altezza della Chiesa delle Grazie”. Così Leopoldo Boscherini, ne “La sulla è fiorita” (Le Balze 2004) inizia la ricostruzione della fasi della liberazione di Montepulciano.

“L’avanguardia inglese entrò a Montepulciano alle 4 del pomeriggio del 29 giugno” prosegue Boscherini. “Per tutta la giornata e per quella successiva la battaglia infuriò nei dintorni di Montepulciano; il 1 luglio il giornale dell’VIII Armata inglese potè annunciare che, dopo la conquista di Castiglione del Lago e Montepulciano, la strada verso Arezzo era aperta”.

 

Ad Abbadia di Montepulciano, in loc. Ascianello, un cippo ricorda il sacrificio di Pascucci e Montiani, impiccati dagli invasori forse solo per aver espresso apprezzamenti non favorevoli sull’esercito tedesco.

Il giovane Giuseppe Marino, nativo di Catania, fu catturato dai tedeschi il 21 giugno e, dopo due giorni di torture, fu impiccato per la sua attività di partigiano, il 23 giugno 1944, alle 4 del pomeriggio, nel Borgo Buio, ad un lampione di Palazzo del Corto, a pochi passi dalla Chiesa di S.Agostino.

I poliziani Mario Mencattelli e Marino Cappelli morirono il 6 aprile ’44, nella battaglia di Monticchiello, all’età di appena 20 anni.

I tre martiri della Resistenza sono ricordati con un piccolo mausoleo nel cimitero di S.Chiara. L’accordo tra il Comune e le associazioni degli ex – combattenti ha consentito di restaurare il monumento. In particolare le associazioni hanno acquistato tre nuove lastre di marmo che coprono le tombe dei partigiani mentre l’Amministrazione ha provveduto alla posa in opera delle lapidi e ad un ulteriore intervento di restauro.

 

Lungo la strada per Chianciano, in uno dei punti più panoramici del percorso, un cippo ricorda un soldato neozelandese che perse la vita il 29 giugno 1944 in uno degli scontri a fuoco che segnò la Liberazione di Montepulciano.

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