25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

Con la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha fissato nel 25 novembre la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, in ricordo del brutale assassinio di cui nel 1960 sono state vittime le tre sorelle Mirabal, attiviste nel contrasto alla dittatura che per oltre trent’anni gettò la Repubblica Dominicana nell'arretratezza e nel caos.

Come accade per quasi ogni data che, ricordando tragici avvenimenti di storia delle donne, avrebbe l’obiettivo di puntare l’attenzione sui crimini di cui le donne sono vittime da parte di una società ancora largamente maschilista e sessista, nonché sulle proposte concrete per il cambiamento sociale e culturale, anche il 25 novembre spesso non è altro che un’occasione per fare sensazionalismo, per suscitare pietà verso delle “povere vittime”, per trovare giustificazioni ai comportamenti dell’autore della violenza. Oppure per pubblicizzare misure – vere o presunte – di contrasto alla violenza messe in atto da attori istituzionali o economici.

Di recente, anche il 25 novembre è divenuto oggetto di speculazione commerciale, con la promozione di improbabili manufatti per la difesa personale, senza la minima considerazione di cosa la violenza contro le donne sia e di come essa venga agita e vissuta.

Nella nostra provincia, sono attivi da tempo i tavoli interistituzionali contro la violenza, costituiti dai Centri Antiviolenza e dalle diverse istituzioni che possono trovarsi, a motivo della loro specifica attività, ad accogliere una donna vittima di violenza: amministrazioni locali, forze dell’ordine, azienda ASL (Pronto Soccorso, SERT, Servizi Sociali, Consultorio).

A questi tavoli i Centri Antiviolenza aderenti ad “Aurore” hanno portato la loro decennale esperienza dell’ascolto e dell’accoglienza di centinaia di donne, contribuendo a costruire reti ed elaborare progetti e chiedendo la realizzazione di tutte quelle misure e azioni previste a livello internazionale.

La recente firma da parte di ANCI (l’associazione nazionale dei Comuni) e DIRE (coordinamento nazionale dei Centri Antiviolenza), delle “Linee Guida per l’intervento e la costruzione di rete tra i servizi sociali dei Comuni e dei Centri Antiviolenza” rappresenta un risultato significativo: il documento, oltre a promuovere la costituzione di una rete dei soggetti firmatari, pone obiettivi prioritari per i Comuni nel contrasto della violenza di genere, sia attraverso azioni mirate alla presa in carico delle donne vittime di violenza, sia attraverso azioni di sensibilizzazione e di formazione nei confronti della pubblica opinione, dei mass media, dei giovani e degli operatori dei servizi.

Purtroppo, come dichiarato anche da Piero Fassino, Presidente ANCI, proprio nella presentazione delle linee guida, “nonostante le politiche di contrasto alla violenza di genere, il fenomeno continua ad essere una emergenza. Bisogna intervenire da subito soprattutto a livello economico, assicurando il sostegno dei Centri Antiviolenza e garantendo un’equa distribuzione dei Centri su tutto il territorio nazionale per offrire ospitalità, assistenza e protezione alle donne vittime di violenza e ai loro figli”.

Ma ancora stiamo aspettando il “Piano Straordinario contro la violenza sessuale e di genere”, che il Governo avrebbe dovuto presentare entro il mese di ottobre, dopo più di un anno di preparazione e dopo numerose sollecitazioni da parte di parlamentari di quasi tutti gli schieramenti.

In ritardo è anche la distribuzione ai Centri Antiviolenza e alle Case Rifugio dei 17 milioni di euro previsti per il biennio 2013-2014 dalla legge n. 119 del 2013, nota come “legge contro il femminicidio”; auspichiamo che tali finanziamenti vengano assegnati quanto prima, in un'unica soluzione, al fine di consentire continuità ai progetti di sostegno e aiuto alle donne che intraprendono percorsi di uscita dalla violenza.

L’impegno e la buona volontà di tutti i soggetti che si trovano in prima linea contro la violenza – amministrazioni ed istituzioni locali, Centri Antiviolenza – non sono sufficienti a garantire tutti i possibili interventi: mancano case protette, canali privilegiati di accesso al mercato del lavoro e immobiliare per le donne vittime di violenza; mancano ancora competenze specialistiche diffuse che consentano l’individuazione della violenza e la possibilità di stabilire un contatto efficace con la donna.

Nel periodo 2009-2013 i Centri Antiviolenza attivi nella regione Toscana hanno accolto più di 8.000 donne vittime di violenza, di queste, 421 vivono nella provincia di Siena.

Si tratta di numeri importanti, soprattutto considerando che la violenza contro le donne rappresenta uno dei fenomeni sociali maggiormente sommersi: il 90% degli atti di violenza non vengono denunciati o segnalati.

In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, “Aurore” invita istituzioni e cittadini ad una riflessione sulla violenza maschile contro le donne, che, oltre a contribuire al rafforzamento delle azioni da tempo intraprese, porti anche alla individuazione di nuovi strumenti per garantire alle donne risposte sempre più efficaci, in linea con quanto previsto dalla “Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica” del 2011 (Convenzione di Istanbul).

Aurore” chiede, rinnovando l’appello che già mesi fa era stato indirizzato al Presidente del Consiglio da parte di DIRE, che la violenza maschile contro le donne sia una priorità nell’agenda politica del governo con l’impegno a finanziare, nella misura stabilita dalla legge 119/2013 e secondo criteri chiari di distribuzione, i Centri Antiviolenza e le Case Rifugio in maniera certa e costante, sottraendoli all’incertezza, alla sopravvivenza o al rischio  di chiusura.

La lunga storia dei centri antiviolenza in Italia è un cammino politico e teorico, un incessante lavoro di apprendimento, un prezioso laboratorio di elaborazione e raccolta di saperi e pratiche a sostegno delle donne che subiscono violenza: non possiamo permetterci di disperdere queste importanti risorse.

Aurore” invita tutte le associazioni di donne, le cittadine e i cittadini, le istituzioni a sostenere questo appello.

In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’Associazione Amica Donna di Montepulciano ha ritenuto opportuno fornire un’occasione di dibattito, con la presentazione della tesi di laurea “Il femminicidio. Analisi giuridica e sociale della violenza di genere” di Giacomo Del Toro, la cui pubblicazione è stata resa possibile, oltre che dall’intervento finanziario dell’associazione, anche da un contributo ad hoc dell’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese - Servizio Associato Pari Opportunità.

L’evento avrà luogo martedì 25 novembre, presso la sala riunioni sita al primo piano di Palazzo del Capitano a Montepulciano, alle ore 17.00. Interverranno, oltre all’autore della tesi, Assunta Bigelli, presidente di Amica Donna, Pamela Fatighenti, Presidente del Centro Pari Opportunità di zona.[info: 3279999228 info@associazioneamicadonna.it]

 

 

ASSOCIAZIONE AURORE

SIENA

 

 

Contatti: ass.aurore@gmail.com

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