Il sogno di Saint-Exupéry con “Vento, Sabbia, Stelle” e prima ancora il Coro della Radio Ungherese nella Chiesa di Sant’Agostino al XXIX Cantiere Internazionale d\'Arte

Ho sempre davanti agli occhi limmagine della mia prima notte di volo in Argentina, una
notte scura in cui brillavano, come stelle, solo i radi lumi sparsi per la pianura.
Inizia cos in una calda notte del Cantiere dArte, lomaggio del regista e drammaturgo
Jacopo Serafini, a uno dei pi grandi sognatori e viaggiatori del secolo scorso il
francese Antoine de Saint-Exupery.


Vento, sabbia, stelle, in scena alle 21,15 al Teatro Poliziano, tratto dalle
Corrispondenze, reportages e testi che lo scrittore doltralpe inviava nei suoi viaggi
alla madre lontana. Lautore interpretato dallo stesso Serafini, vedr nella parte di
Mari Valentina Fago, Guillaumet, Filippo Biondi, Rinette, Cristina Carrisi, Soprano,
Elisabetta Russo, pianoforte, Matteo busacca, i quali si cimenteranno su musiche di
Chopin, Faur, Hahn, Poulenc, Villa-lobos.


Lo spettacolo prende in esame la visione del rischio come realizzazione della propria
individualit afferma il regista attore Serafini in contraddizione aperta con il
rapporto che Saint-Exupry aveva con la madre, e la corrispondenza che continuamente si
scambiarono. Vi si ritrova inoltre il senso di amicizia che legava laviatore francese ai
colleghi di volo, in una via aristocratica al progressismo.
Gli attori in scena interpretano proprio questi quattro spunti prosegue Serafini
accompagnati dalle musiche di Chopin suonate al pianoforte, i cui notturni erano
particolarmente amati da Saint-Exupry, in una pice che unisce intelligenza alla
leggerezza. Ci sono poi musiche da salotto di sapore francese e argentino, che offrono un
contro canto consolatorio e catartico che spesso la musica assume nella vita degli
uomini.


Nel pomeriggio alle 17,30 nella Chiesa di SantAgostino, il Coro della Radio Ungherese,
fondato nel 1950, sar impegnato in un Concerto Corale su musiche di Zoltan
Kodly, Laudes organi (1966) per coro e organo e Antonn Dvork Messa in re maggiore
per solisti, coro e organo Op.86. Protagonisti il soprano Rzsa Kiss, alto Erzsbet
Bardocz, tenore Istavn Basky e organo Stephen Disley. A dirigere sar Kalman Strausz. Il
coro che ha visto il suo alto livello artistico riconosciuto con il Premio Bartk-
Psztory nel 1985, stato diretto da alcuni dei maggiori direttori dorchestra, tra i
quali Antal Dorati, Jnos Ferencsik, Lovro von Matacic, e Marcello Viotti.


Il suo repertorio comprende lintera gamma della musica corale classica, dallopera
alloratorio, alloperetta e alla commedia musicale: una posizione centrale occupata
dalle opere dei compositori ungheresi classici e contemporanei: Bla Bartk, Zoltn
Kodly, Gyrgy Lieti, Gyrgy Kurtg, Sndor Balassa, Zsolt Durko, Jnos Vajda, ma sono
rappresentate le opere di tutti i maggiori compositori internazionali.

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