Comune e Conzorzio in difesa del Nobile

Aperta la “caccia” ai documenti ufficiali del Vino Nobile: un ricerca indispensabile per ottenere la registrazione delle denominazioni.

Produce subito frutti concreti l’ “alleanza” tra il Comune ed il Consorzio del Vino
Nobile che sono impegnati congiuntamente sul sempre più delicato fronte della tutela
internazionale delle proprie denominazioni di qualità.


Il Sindaco Massimo Della Giovampaola ed il Presidente Massimo Romeo lanciano infatti un
appello alla comunità, aprendo la “caccia” a documenti ufficiali che testimonino in
maniera certa l’esistenza del nome “Vino Nobile” negli anni precedenti l’attribuzione
delle denominazioni stesse, avvenuta nel 1966.


“Invitiamo i nostri concittadini – annuncia Della Giovampaola – ad aprire cassetti ed
armadi, ad ispezionare i propri archivi, non solo aziendali ma anche familiari, per
trovare atti relativi a transazioni commerciali, compravendite ed altro dove risulti con
chiarezza la denominazione “Vino Nobile”.


“Ormai dell’affascinante storia del nostro vino conosciamo quasi tutto – gli fa eco
Romeo – ora è importante ricostruire un percorso molto più vicino ai giorni nostri
(parliamo degli anni ’50 e ’60) che testimoni l’esistenza e la vitalità della nostra
denominazione ancora prima dei riconoscimenti ministeriali (la DOC inizialmente, la DOCG
poi) che ne hanno decretata l’ufficialità”.


“Ci bastano fatture ma anche etichette, bottiglie, attestati o altri atti in cui sia
riportata almeno la dicitura Vino Nobile” prosegue Romeo. “Se riusciremo a dimostrare che
tale marchio, negli anni, è divenuto distintivo del vino che il Consorzio tutela, abbiamo
buone possibilità che le domande di registrazione presentate nei paesi esteri procedano
nel loro iter e che dunque siano rispettati i diritti dei produttori ma anche dell’intera
comunità”.


“Come è noto, nello scorso mese di febbraio – spiega Paolo Solini, Coordinatore del
Consorzio - il Comitato di Gestione dei vini della Commissione Europea ha confermato le
modifiche apportate al regolamento che tutela le denominazioni nel nostro continente
aprendo la possibilità ai paesi extraeuropei di utilizzare le menzioni tradizionali
protette fra cui anche quella "Vino Nobile". Questa situazione ha creato e sta creando
non poche preoccupazioni dal momento che potrebbero vanificarsi tutti gli sforzi compiuti
lungo la strada della promozione e della tutela.


“L'assemblea dei soci del Consorzio – puntualizza ancora il Presidente Romeo - ha
deliberato l'immediata registrazione delle menzioni tradizionali utilizzate dai
produttori aderenti al Consorzio impegnando anche ingenti fondi di bilancio. Si è dunque
proceduto ad un ampia serie di registrazioni in Italia e in Europa; all’estensione del
marchio internazionale “Vino Nobile” in Australia, Svizzera, Giappone e “Vino Nobile di
Montepulciano” in Corea del Sud, Corea del Nord, Canada e USA.


Proprio per superare le eccezioni mosse in Europa al marchio è indispensabile documentare
l'esistenza dell'aggettivo “Nobile” utilizzato in senso proprio”.

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