Turismo e commercio...

...le prime vittime della crisi. Quello che ci stiamo lasciando alle spalle è stato un anno di grave crisi economica internazionale, nazionale e conseguentemente locale che ha avuto come effetto quello di aver contribuito in modo determinante al calo degli acquisti e dei servizi da parte dei consumatori in genere.

Quello che ci stiamo lasciando alle spalle è stato un anno di grave crisi economica
internazionale, nazionale e conseguentemente locale che ha avuto come effetto quello di
aver contribuito in modo determinante al calo degli acquisti e dei servizi da parte dei
consumatori in genere. Come al solito il settore che oltremodo ha sofferto tale
situazione di recesso economico è stato il sistema turistico e commerciale ad esso
legato, prima spesa ad essere “tagliata” a vantaggio dell’acquisto dei beni primari.


Va da se che la nostra area territoriale, dove il turismo rappresenta una risorsa
cospicua, ha accusato il colpo inflittole da un sensibile calo di turisti che hanno
preferito restare a casa o spostarsi in altre aree più economiche, piuttosto che
trascorrere vacanze che, specialmente in toscana, sono divenute un vero e proprio piccolo
investimento.


Un recente sondaggio di Federalberghi ha stimato che solo il 53 per cento degli italiani
quest’anno si è recato in vacanza, 7 punti in meno rispetto al 2003 quando il valore
percentuale ha toccato il 60%. Se aggiungiamo che di quel 53% la maggior parte ha
trascorso solo una notte fuori casa, è fin troppo semplice fare due calcoli e capire come
mai il nostro territorio ha subito un calo nell’ordine medio del 15%, salvo rare
eccezioni, che sommato agli indici negativi degli anni precedenti, fa vacillare la
speranza di una ripresa anche ai più ottimisti.


Le maggiori lamentele tra gli intervistati hanno riguardato l’aumento indiscriminato dei
prezzi al consumo, soprattutto nella nostra amata Toscana, tanto che molti turisti hanno
preferito trascorrere le vacanze non più in uno dei più bei posti del mondo, ma si sono
accontentati di trascorrerle in un posto un po’ meno bello ma che perlomeno lasciava il
portafogli più voluminoso. Già, i prezzi. Con l’introduzione dell’euro le attività
economiche, alberghi, agriturismo, case vacanza, affittacamere ma anche ristoranti,
pizzerie, bar, commercianti, cantine e chi ne ha più ne metta, hanno ritenuto opportuno
arrotondare per eccesso i prezzi che risultavano dalla fredda conversione con la lira.
Fin qui nulla di sbagliato.


Il problema è stato che molti hanno arrotondato troppo per eccesso, facendo lievitare a
dismisura la spesa del turista che normalmente con quella cifra ne avrebbe fatte due di
vacanze! Il risultato è stato che tanti dei potenziali clienti sui quali potevamo contare
mantenendo prezzi regolari, hanno scelto altri lidi per trascorrere le loro vacanze,
lasciando gli imprenditori a contare le rimanenze piuttosto che gli euro di incasso. Ma
non è mai troppo tardi, cari imprenditori, e se coscensiosamente ristabiliremo un
adeguato rapporto qualità-prezzo forse possiamo aiutare la crisi a passare, affinché
lasci il posto a quella rinnovata fiducia necessaria a portare avanti le nostre attività
turistico-commerciali, riappropriandoci di quei clienti che momentaneamente ci hanno
tradito solo perché a loro volta si sono sentiti traditi dal nostro atteggiamento. Dunque
spazio al riequilibrio dei prezzi che rappresenta l’unico modo per affrontare più
fiduciosi il prossimo anno che a detta degli indici generali sul turismo sarà ancora un
anno di transizione, in attesa di quella ripresa economica tanto agognata.


di Giuliano Lenni

[Presidente dell'Associazione
Albergatori di Montepulciano
]

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