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Non esiste periodo migliore dell’autunno, per vagare nelle nostra belle zone alla ricerca di qualche sagra, mostra o mercatino che ci permetta di scoprire luoghi ameni e affascinanti e ci consenta di riscoprire prodotti tipici che non ricordiamo quasi più, ma che volentieri ci tornano in mente in queste occasioni.

Non esiste periodo migliore dell’autunno, per vagare nelle nostra belle zone alla ricerca
di qualche sagra, mostra o mercatino che ci permetta di scoprire luoghi ameni e
affascinanti e ci consenta di riscoprire prodotti tipici che non ricordiamo quasi più, ma
che volentieri ci tornano in mente in queste occasioni. Così andiamo per sagre della
castagna o del fungo porcino in montagna, alla festa del tartufo bianco delle crete
senesi o alla ricerca di altre leccornie culinarie che la nostra terra ci regala e le
nostra massaie ci riserbano.


A me piace sbirciare qua e la in occasione di queste feste paesane, perché mi riaffiorano
ricordi di quando ero bambino e anche perché, per fortuna, riesco ancora a trovare
qualche spunto per raccontare qualcosa. Nell’ultima escursione domenicale sono rimasto
colpito positivamente da alcuni “baldi giovani” ultrasettantenni. Durante questi
piacevoli eventi avevo notato alcuni artigiani che esponevano i propri prodotti ma,
andando sempre troppo in fretta, non mi era mai capitato di fermarmi a curiosare. Invece
questa volta ho avuto come la sensazione che l’incontro con questi anziani signori, che
si dilettano nella costruzione di articoli in legno, in ferro battuto, o altri oggetti
artigianali, poteva tornarmi utile. Così, parlando con alcuni di loro, ho scoperto che
ostentano orgogliosi la propria veneranda età, chiedendomi conferma che gli anni che
hanno sopra alle loro spalle non la dimostrano affatto. E infatti non li dimostrano.
Anzi, avere la fortuna di coltivare un passatempo nel periodo del riposo dal lavoro,
permette loro di rimanere davvero giovani, nel fisico e soprattutto nello spirito. In
particolare sono stato attratto da un signore che accuratamente assembla piccoli oggetti
in legno, con una pazienza certosina. Mi sono messo a parlare con lui e ho perfino
scoperto una sua origine poliziana. La particolarità che mi ha incuriosito è che lui, a
78 anni, ha ancora voglia di imparare e di perfezionarsi ulteriormente nella sua
professione che esercita ormai quasi esclusivamente per passione. Poi sbotta “Eh vorrei
ancora fare tante cose, ma alla mia età… l’artigianato dovrebbe essere dei giovani che
hanno tanto tempo davanti a loro per imparare e perfezionarsi, ma ormai non ce ne sono
più perché portare avanti questo mestiere è troppo impegnativo!”. Riflettendo più tardi
su quello che avevo sentito da quel simpatico omino, mi sono chiesto se davvero
l’artigianato fosse dei giovani e se questa forma di produzione artistica stia davvero
scomparendo dalla circolazione a vantaggio delle robotizzate e fredde industrie. Dopo
alcuni giorni mi sono ritrovato a leggere di un convegno organizzato e coordinato a
Montepulciano da Alessandro Pacini, un abile orafo studioso di antiche tecniche
artigianali, che con tale incontro ha indotto gli intervenuti a fare una riflessione
sulla figura dell’artigiano e della sua “bottega”, intesa non esclusivamente come luogo
di produzione ma anche “pensatoio” in un intreccio di storia, filosofia e umanità. Un
tema davvero interessante che forse ci regala un barlume di speranza per quanto riguarda
la ripresa di questo antico mestiere, che rappresenta una preziosa tradizione del nostro
territorio.


Mi è tornata subito in mente la frase dei quel signore che, tra le pieghe del suo
discorso, vedeva nei giovani l’unica speranza di una continuazione dell’amata tecnica
artigiana e, idealmente, ho dedicato a lui questo convegno, con la speranza di
rincontrarlo presto per dirgli che ci sono ancora dei giovani che sentono proprio
l’”essere artigiano” e che hanno voglia di confrontarsi e di imparare metodi antichi e
moderni per specializzarsi sempre di più nella realizzazione di oggetti artistici e
unici. La speranza è che questa professione torni ad essere il fulcro attorno al quale
ruota gran parte della nostra cultura artistica, storica e culturale e che l’evento
dedicato a questa arte non rimanga un caso isolato ma che, con l’aiuto di tutti, si
ripeta frequentemente al fine di sviluppare ulteriori temi per far comprendere meglio a
tutti il valore che si trascina dietro la cultura artigiana per invogliare e formare i
giovani a questo mestiere così antico e così nuovo allo stesso tempo.
.


di Giuliano Lenni

[Presidente dell'Associazione
Albergatori di Montepulciano
]

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