L'Arteatrogruppo presenta Sega la Vecchia e La Vecchia

Sabato 22 gennaio alle ore 21:15 l\'Arteatrogruppo di Montepulciano presenta gli spettacoli SEGA LA VECCHIA e LA VECCHIA E\' INCINTA di Marcello Del Balio e per la regia di Marco Romani.

Sabato 22 gennaio alle ore 21:15 l'Arteatrogruppo di Montepulciano presenta gli
spettacoli SEGA LA VECCHIA e LA VECCHIA E' INCINTA di Marcello Del Balio
e per la regia di Marco Romani.




Accompagnamento Musicale GIOVANNA VIVARELLI

Realizzazione Scene MORENO TERROSI

Regia e Scene MARCO ROMANI




INTERPRETI

IL VECCHIO Stefano Bernardini

LA VECCHIA Simone Tremiti

LA FIGLIA Stefano Banini

LO ZIO Marco Giannotti

LO SPOSO Andrea Paolessi

IL DOTTORE Franco Rossi

IL MARESCIALLO Gianno Minasi

IL NOTARO Alessandro Zazzaretta

IL MAGO Quirino Marinetti

PRIMO SEGANTINO Vasco Ceccarelli

SECONDO SEGANTINO Roberto De Pascali

INGRESSO EURO 5,00


"La fate passà la Vecchia?" "Sì".

Ed allora entravano in cucina, con lei anche il Vecchio, il suonatore di fisarmonica, il
porta-ova con il paniere e gli altri quattro o cinque protagonisti di una forma di
spettacolo popolare le cui rappresentazioni corrispondevano alla settimana di mezza
Quaresima ed interessavano fino a tutti gli anni '50 varie localiatà della Valdichiana ed
in particolar modo le campagne di Montepulciano, Torrita e Cortona.


Si tratta della rappresentazione di una creazione popolare nata, si pensa, prima del href='http://www.bruscello.it' target='blank'>Bruscèllo, sebbene a confronto di
questo, meno appariscente e spettacolare, che veniva rappresentata nelle case, ed, in
particolare, nelle vaste cucine delle case coloniche.


L' intreccio prevedeva alcune varianti e improvvisazioni rispetto ad uno schema
sostanzialmente fisso: il Vecchio medita di uccidere la Vecchia, sua moglie per sposare
una donna più giovane ed è in questo aiutato dal figlio, cui la Vecchia nega il permesso
di sposarsi. Saranno "i segantini" a giustiziarla grottescamente "smezzandola" dopo la
lettura di un testamento satirico. Padre e figli, commossi, a questo punto si pentono e
corrono a chiamare un medico che valendosi di improbabili strumenti, riesce a far tornare
in vita la Vecchia: conclusione in allegria con ballo del trescone e consegna agli attori
da parte della famiglia ospitante, di uova o altri generi alimentari (la forte tradizione
religiosa faceva sì che durante la Quaresima non si tenessero feste o balli se non,
appunto, nella settimana centrale e venivano detti la pentolaccia poiché vi veniva
praticato tale noto gioco). Lo spettacolo durava una ventina di minuti e veniva ripetuto
di podere in podere; durante gli spostamenti, effettuati sempre cantando, la gente usciva
di casa e porgeva da bere alla compagnia.

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