Primo appuntamento della Stagione invernale di Prosa del CantinoneArte Teatri

Sabato 12 FEBBRAIO ALLE 21,15 e domenica 13 FEBBRAIO 2005 ALLE 18 in scena TRE SORELLE quattro movimenti per cinque attrici da Anton Cechov scrittura scenica e regia Lisa Ferlazzo Natoli



Tre Sorelle si ispira liberamente al testo di Cechov, racconto al femminile sulla traccia
di un laboratorio per attrici. Un femminile metamorfico, dove le identità subiscono
mutazioni come nella magia e nella fiaba, e che ha il ritmo del vaudeville così caro a
Cechov, tragico e leggero al tempo stesso.




Casa Prozorov è il cerchio magico che tiene il mondo fuori, custodisce ma assieme
imprigiona i desideri delle sorelle: il ritorno a Mosca sempre differito,
l’amore ‘mancato’, il sogno di un lavoro, un futuro di pace e progresso nel ricordo del
padre generale di brigata.


Ai margini del cerchio Natasha, moglie del fratello Andrej, pronta a sottrarre brandelli
di tutto ciò che appartiene alle sorelle: mobili gesti memorie e parole. E nel mezzo il
Cappellaio Matto, corpo di tutti gli uomini assenti, maestro di cerimonie che guida le
sorelle nel rito d’iniziazione alla scena e assume le forme e le voci del loro tempo
immaginario.

Tre sorelle, triangolo incantato nel cerchio della casa, che si inverte e le infesta,
claustrofobico, mutando i sogni in ossessioni.



Tutto è in mutazione in casa Prozorov, le metamorfosi vi si espandono per contagio,
rendono sismico lo spazio e instabili persino le parole come a staccarle dalle cose che
nominano, producendo iterazioni sdoppiamenti inversioni, come nei sogni: Olga grida di
dolore prima di farsi male, la mano d’Irina scatta -come se appartenesse ad un altro- a
tapparle violentemente la bocca, il Cappellaio si smemora e ricomincia invano il racconto
nel mezzo di una fiaba.


E’ un brulicare di mondo, acustico e materico, di suoni voci corpi oggetti, dove le
memorie si moltiplicano e sovrappongono per fermare un passato che torna da lontano e si
trattiene tra le mura

Costumi morbidi per costruire il movimento assieme ai corpi, le luci attraversano corpi e
oggetti per riflessi e rifrazioni, come tracce d’ombra. La musica cattura rumori e suoni
componendoli in un ‘tema’, melodia che non smette di variare e riprendere l’eco
interrotta delle proprie note.

Quattro movimenti, quattro cadenze, quattro stagioni.



Alla fine si potrebbe iniziare da capo, tutto torna ma non è uguale, il tempo delle
sorelle non è reversibile e loro sono ogni volta più stanche e sfocate, sgomente- “ci
dimenticheranno…”-ma come un segnale inceppato che si riattiva, la memoria riprende a
pulsare: “ti ricordi? ti ricordi?”. La voce di Natasha si spezza in un singhiozzo
infantile- chi ha vinto? chi ha perso?- e sembra di sentire la risata di Irina, che
festeggia un altro onomastico, in un altro maggio.



C’è allegria nella inquietante e minacciosa mobilità del mondo, come “una bella violenta
bufera” che spazza via tutto per trattenere il germe della vita e cantarlo, eco di una
voce che non è più di nessuno “tra il bosco e il mare c’è una quercia verde e sulla
quercia una catena d’oro…”

Montepulciano.com il portale informativo sul territorio di Montepulciano (Siena Toscana)
Contattaci | Cookie Policy | Termini d'uso | Regole della community | Mappa del sito

© Montepulciano.com - P.IVA 01329000523