Le attivit

Il Dr. Roberto Longi direttore del Museo Civico - Pinacoteca Crociani fa il punto delle attività svolte, progetti in itinere e delle iniziative che caratterizzeranno i prossimi mesi.

Negli ultimi tre mesi al Museo Civico – Pinacoteca Crociani è iniziato il ciclo di
conferenze, a cadenza mensile, su argomenti di storia dell’arte che hanno visto la
presenza di un affettuoso manipolo di astanti che ci invita a proseguire sulla strada
intrapresa, strada che ripartirà dal prossimo ottobre. La nostra speranza è che la
cittadinanza poliziana, e ovviamente non solo, acquisisca una certa familiarità con gli
appuntamenti a Palazzo Neri Orselli, che lo ricordiamo sono del tutto gratuiti. Nella
sala a pianterreno si sono succeduti: Liletta Fornasari , che, con la competenza che la
contraddistingue da tempo, ha parlato della pittura di Gino Severini e della temperie
artistica e culturale della prima metà del Novecento; Paolo Torriti, che ci ha
accompagnato alla scoperta di un argomento particolare ed accattivante al contempo e cioè
ad ammirare e meglio conoscere quelle splendide suppellettili che dall’inizio del
Rinascimento ornavano le tavole dei numerosi “signori“; ed infine Isabella Droandi, che
con scrupolo e capillarità ci ha parlato della pittura aretina del Trecento.
Ed a proposito di quest’ultimo appuntamento non può non aver affascinato comprendere come
studi più attenti ed approfonditi su questo periodo siano emersi solo a partire dalla
metà del Novecento.


Fino ad allora solo il Vasari aveva segnato i confini dedicando una biografia a Margarito
d’Arezzo, pittore duecentesco di cui il nostro Museo conserva un capo d’opera, il
ritratto di San Francesco (“tutt’occhi“, come lo ha suggestivamente definito Antonio
Paolucci), ed un’altra a Spinello Aretino, artista attivo negli ultimi decenni del secolo
successivo. Oggi, nonostante si siano identificate molte opere ad affresco,
prevalentemente in chiese aretine, ed un nutrito gruppo di dipinti su tavola, dispersi in
collezioni e musei del mondo, le ricerche sono sempre attive e in virtù di questo è un
argomento che appassiona gli storici dell’arte. Iniziò Roberto Longhi, eminente studioso
del secolo appena trascorso, continuarono Donati, Bellosi, Volpe, Boskovitz e Maetzke a
ricercare le tracce della cultura artistica aretina fino a ricostruire il sodalizio di
Gregorio e Donato, attivi anche in alto Lazio agli inizi del Trecento, ad identificare la
produzione del Maestro del Vescovado, (nome fittizio, dato quando non si arriva ad una
vera e propria identità, derivato generalmente dalla prima opera ricondotta all’artista)
e approdando ad un’autentica scoperta: la firma di Andrea di Nerio, l’unica rinvenuta su
un dipinto aretino, apposta sull’Annunciazione del Museo Diocesano di Arezzo. Sulla base
di tali inizi è stato quindi possibile aprire un varco su questo versante dimenticato
della cultura artistica, capace di creare un suo linguaggio riconoscibile, seppur fondato
su quelli limitrofi e sicuramente maggiori di Firenze, Siena ed Assisi, e in special modo
individuare definitivamente la radice culturale di Spinello, il suo più noto esponente,
che si rese celebre in patria e nei principali centri toscani. Il dibattito critico è
tutt’oggi aperto e gli addetti ai lavori sono alla continua ricerca di nuovi indizi e
conoscenze che permettano una ricostruzione più completa e circostanziata dell’arte
aretina del Trecento, espressione, prima, della signoria del vescovo Guido Tarlati, e poi
del graduale passaggio al dominio fiorentino. Accanto alle ricerche sulla pittura il
percorso di valorizzazione promosso dalla Soprintendenza aretina sulla scultura due-
trecentesca, con la mostra da poco conclusasi La bellezza del Sacro, dimostra che resta
ancora molto da sapere sulla storia delle arti nel territorio aretino, ma, al contempo,
attesta inequivocabilmente che ogni campagna di restauro e di ricerca vi si rivolga
conceda immancabilmente il suo frutto concreto.


All’inizio ho parlato di sala al pianterreno del museo. Come detto negli incontri il
luogo è momentaneo, uno dei principali obiettivi che ci siamo prefissi di raggiungere, e
speriamo al più presto, è quello di rendere attiva, come sala conferenze, una stanza
piuttosto ampia che si trova al secondo piano dello stabile. I lavori di ripristino sono
di lieve entità essendo gli impianti tecnici quasi totalmente esistenti. L’assessore
Garosi ci sta aiutando in tal senso.
A proposito di spazi interattivi che dialoghino costantemente con lo spazio museo,
orientati in questo caso prevalentemente verso le realtà scolastiche del territorio, e
con cui dovremo maggiormente dialogare (come ha ben sottolineato l’assessore alla cultura
Quinti nell’incontro con la costituenda Fondazione Musei Senesi, avvenuto di recente a
Siena), vi sono delle ipotesi per l’avvio di una sezione didattica, ma per ora siamo solo
alla fase di progetto, vedremo….


Nell’incontro di Siena, avvenuto tra gli assessori alla cultura dei comuni della
provincia, i direttori dei musei, le associazioni che li gestiscono ed il neo eletto
presidente della Fondazione prof. Tommaso Detti, nonché con il dott. Gianni Resti
assessore provinciale alle culture, è stato rilevato, insieme ad una nutrita serie di
domande e proposte suggerite dai convenuti, che non possiamo qui indagare per ovvi motivi
di spazio, come spesso il territorio in cui si effettuano le attività del museo ne è, se
non completamente, abbondantemente all’oscuro (speriamo con questo articolo di portare un
contributo!). In tal senso sia Detti che Resti si sono espressi favorevolmente affermando
che vi sarà una programmazione concertata di tutte le attività che si vorranno creare nei
musei della rete a cui farà seguito una promozione comune delle iniziative; il tutto
dovrebbe essere già attivo a partire dal prossimo anno.


Proseguendo sulle attività del nostro museo, verso la fine di settembre contiamo di
inaugurare la seconda mostra del ciclo La parola e l’immagine, percorsi tra arte e poesia
nel museo civico di Montepulciano. In questo secondo appuntamento, curato, oltre che da
chi scrive, da Paolo Tesi, noto artista e appassionato bibliofilo pistoiese, saranno
esposte nelle sale del museo edizioni amatoriali, pubblicazioni underground, libri di
artista, rigorosamente fuori commercio, o quasi, prodotte da associazioni culturali o
singoli artisti su scala nazionale. Le edizioni d’arte dialogheranno con le opere del
museo con un allestimento semplice ed efficace già sperimentato con la mostra del
precedente anno e che ha visto per protagonisti gli artisti ed i poeti dell’associazione
marchigiana “La Luna“, e che ha sicuramente avuto il merito, se non altro, di richiamare
l’attenzione dei media sul museo poliziano (da segnalare l’articolo apparso
su “Repubblica“ del 1 novembre 2002). La mostra è stata visitata da Lanfranco Binni,
responsabile per l’arte contemporanea della Regione Toscana, che ha auspicato che la
rassegna prosegua il suo percorso nel tempo e ci ha confermato che nessun comune toscano
si sta impegnando con continuità nel settore della stampa d’arte contemporanea. Anche il
soprintendente ai beni artistici e storici della nostra provincia,dott. Bruno Santi, ha
visitato la mostra e si è espresso favorevolmente.


Per quanto concerne gli incontri culturali all’interno del Museo colgo l’occasione per
ricordare il costante e fattivo contributo del personale addetto al Museo ed alla
biblioteca e dell’Associazione Amici del Museo Civico. Il sodalizio tra l’istituzione
Museo e l’Associazione, già in essere da tempo, si è ravvivato in occasione della
conferenza tenuta a gennaio a Palazzo Ricci dalla dott.ssa Huober sulle nature morte di
Bartolomeo Bimbi e che si è conclusa con una visita alla quadreria all’interno della
sede museale.


Come direttore del Museo non posso non plaudere alle iniziative culturali patrocinate da
altri enti e associazioni; mi riferisco ai numerosi incontri, e nessuno me ne voglia se
ne cito solo alcuni, che si sono succeduti tra lo splendido salone di palazzo Ricci (la
presentazione della mostra Memorie d’arte antica – Restauri a Montepulciano, sul cui
catalogo, curato da Laura Martini, sono citati i numerosi restauri eseguiti su opere
appartenenti al museo; il suggestivo incontro Zolla e le virtù della scrittura, tenuto in
occasione del primo anniversario della morte dell’illustre studioso), la sala della
giunta (la conferenza di Antonio Paolucci e Bruno Zanardi Giotto e Pietro Cavallini) ed
il salone delle feste di palazzo Tarugi.


Anzi a riguardo mi preme sottolineare come la direttrice Fortezza – Piazza Grande – via
Ricci (con una ovvia deviazione verso il teatro) stia diventando sempre più la “strada“
della cultura poliziana; strada che potrebbe avere un beneaugurato ampliamento qualora vi
fosse un ’auspicabile recupero della chiesa di San Francesco.


Tornando all’interno delle sale di palazzo Neri Orselli, sabato 7 giugno è stato gradito
ospite il Lions Club di Chianciano Terme che è lo sponsor, insieme alla Citibank, del
restauro di due corali miniati del Trecento. Davanti ad i due pregevoli manufatti
bisognosi di cure sono intervenuti Duccio Pasqui, Lucia Musso, Simone Martini
(restauratore dall’aulico nome che effettuerà le operazioni di ripristino) e chi scrive,
dopodiché i numerosi presenti sono stati accompagnati in visita alle sale del museo da
Antonio Sigillo.


Per quanto concerne le attività future, oltre alla già menzionata mostra di Settembre,
ricordo che il 7 di Luglio Duccio Pasqui effettuerà due interventi al museo in occasione
della rassegna Le notti dell’archeologia; ai primi di ottobre riprenderà il ciclo di
conferenze (anticipo solo che i primi due saranno tenuti da chi scrive e avranno per
titolo Grafica d’arte o arte grafica? I percorsi canonici della stampa d’arte e le
moderne tecniche di riproduzione meccanica). Per quel che riguarda le attività espositive
ve ne sono molte in cantiere, ne cito solo due…altrimenti a metter troppa carne al
fuoco….


La prima sui ritrovamenti ceramici effettuati in seguito agli scavi patrocinati
dall’Associazione Amici del Museo Civico e la seconda sulla Raccolta Bologna – Bonsignori
a Montepulciano (se avremo una risposta positiva da parte della Società Esecutori Pie
Disposizioni di Siena, ente proprietario delle opere che vorremmo esporre, daremo notizie
più dettagliate su queste pagine).


Al Museo Civico Pinacoteca Crociani ciò che caratterizza trasversalmente tutte le
iniziative fatte, quelle da realizzare, i progetti e le fantasie è l’intento di fondo di
rendere sempre più attivo e frequente il rapporto tra la cittadinanza e l’istituzione –
museo, affinché diventi luogo di cultura e di tutti.

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