Bruscello 2005

A Montepulciano tornano le rappresentazioni epiche del Bruscello Poliziano, dopo la parentesi comica del Bertoldo della scorsa edizione, con “Ginevra e Lancillotto” in scena sul Sagrato della Cattedrale nella suggestiva Piazza Grande il 12-13-14-15 Agosto 2005 con inizio alle 21.30.

A Montepulciano tornano le rappresentazioni epiche del Bruscello Poliziano, dopo la
parentesi comica del Bertoldo della scorsa edizione, con “Ginevra e Lancillotto” in
scena sul Sagrato della Cattedrale nella suggestiva Piazza Grande il 12-13-14-15 Agosto
2005 con inizio alle 21.30. Il Bruscello è una forma di teatro popolare tradizionale,
recitato e cantato rigorosamente da attori non professionisti, presente in molte parti
della Toscana in particolar modo nella Valdichiana Senese e in Val d’Orcia. Il Bruscello
era, infatti, una forma di teatro contadino rappresentato inizialmente nelle aie, in
seguito nelle piazze, anche in occasione di fiere e feste patronali. "Brusco" è il
pungitopo e poi qualsiasi cespuglio: il suo diminutivo bruscolo o bruscello, che ricorda
il francese brousailles, ricorda i pruni o una manciata di arbusti. E' l'insegna di una
cerimonia primaverile di risveglio degli alberi, che si propizia in giro e accompagnando
il gesto con canti tradizionali. Il bruscello diventa un mezzo di espressione contadina
e può avere un significato preciso oppure raccogliere sotto di sé rappresentazioni
diverse di contenuto religioso, cavalleresco e leggende locali, prevalentemente in versi
endecasillabi in ottava rima, con accompagnamento di fisarmonica o di violino. Perdute
quasi completamente le tradizioni della cultura contadina, nel 1939, dopo una lunga
pausa, e stato riprese e da allora costantemente aggiornato dalla Compagnia Popolare del
Bruscello di Montepulciano che ne ha fatto diventare uno degli appuntamenti più
importanti del teatro popolare italiano. Lo spettacolo di questa edizione, “Ginevra e
Lancillotto”, sarà rappresentato in tre atti che vedrà impegnati 19 attori e circa 70
comparse. Scritto da Don Marcello Del Balio, “Ginevra e Lancillotto “ vedrà la direzione
artistica, le scene e la regia di Franco Romani, l’Orchestra dell’Istituto di Musica di
Montepulciano diretta dal maestro Luciano Garosi, l’organizzazione generale di Mario
Morganti e le scenografie realizzate dall’Arteatro Gruppo. Tra gli attori Ginevra,
moglie di Re Artù sarà interpretata da Chiara Protasi mentre Stefano Bernardini sarà
Lancillotto e Roberto De Pascali Re Artù. “Lo spettacolo di questa edizione 2005 – ha
commentato il regista Franco Romani – attinge a tutti gli ingredienti essenziali e
necessari del Bruscello. Si tratta di una storia d’amore tragica che presenta gli
elementi caratteristici del teatro popolare: la vendetta, la congiura, l’amore e il
tradimento, il travestimento. Tutto questo condito con una vena comica, evidenziata
dalla presenza dei giullari, che si unisce alla tragedia perché nel teatro popolare
tutte le storie presentano questo doppio carattere perché la gente in questi spettacoli
voleva nello stesso tempo piangere e ridere”.



La storia



E’ la storia dell’amore sfortunato fra Lancillotto del Lago e la Regina Ginevra, moglie
di Re Artù, del ciclo dei Cavalieri della Tavola Rotonda. Lancillotto perde, appena
nato, i genitori e viene allevato dalla Maga Viviana, dama del lago. Nell’adolescenza
vuole lasciare la madre adottiva per correre alla corte del Re Artù, che risiede ad
Avalon dove si riunisce con i suoi Cavalieri.


Giunto alla corte, si innamora della giovane Ginevra, moglie del vecchio Re, che la
aveva sposata da vedovo e con un figlio già grande.


La regina Ginevra, dapprima non si accorge della passione che travolge Lancillotto e lo
considera quasi un fratello. Il giovane Cavaliere, parte alla ventura e da ogni parte
della terra invia all’amata gli omaggi della sua passione.


Ginevra ne resta colpita e lusingata, ma Re Artù, che viene avvertito dagli imbarazzanti
sussurri della gente, ordina alla sposa di interrompere il rapporto di amicizia.


La giovane indignata si rifiuta e abbandona la reggia per non subire le imposizioni del
marito. Quasi inconsapevolmente si dirige al castello di Lancillotto, che l’accoglie con
indicibile trasporto, ma la rispetta e la difende contro ogni malalingua, anzi la
consiglia di tornare dal marito.


Spinto dal figlio Morderet, che gli vuole succedere, il vecchio Artù finge di accettare
di buon grado il ritorno della sposa, ma vuol punire il cavaliere che ha osato alzare
gli occhi sulla regina. Lo stringe d’assedio, lasciando il figlio come suo vicario nel
regno. Morderet, tenta la Regina col suo amore incestuoso. Ma Ginevra inorridita lo
respinge e riesce ad avvertire il Re.


Artù torna alla Reggia ma, scontrandosi col figlio, viene sconfitto e ferito a morte.


Giunge Lancillotto a vendicare Rè Artù e a difendere la Regina. Uccide Morderet e libera
Ginevra. Ma la donna, che all’annunzio della morte del Re si era pugnalata, gli muore
fra le braccia.


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