Brav

Quella di mercoledì 31 agosto è stata per la comunità di Montepulciano una delle più brutte della sua storia recente. L’animo dei poliziani, controverso, ma sensibile, a volte aspro ma sincero ha avuto infatti un contraccolpo forte nei propri sentimenti e nelle proprie tradizioni.<

Quella di mercoled 31 agosto stata per la comunit di Montepulciano una delle pi
brutte della sua storia recente. Lanimo dei poliziani, controverso, ma sensibile, a
volte aspro ma sincero ha avuto infatti un contraccolpo forte nei propri sentimenti e
nelle proprie tradizioni.

Mentre il centro storico, il fulcro della citt, la sua anima pi vera,
risuonava tranquillo e allegro dei suoni dei piccoli tamburini, i quali contenti
svolgevano ignari i loro numeri insieme ai piccoli colleghi che sbandieravano, in piazza
grande, quasi in diretta, di fronte ai telespettatori di teleidea si consumava una
tragedia.
Michele Lucci, era nato a Carunchio in provincia di Chieti quarantaquattro anni
fa, e per questo nellambiente del Bravo delle Botti di Montepulciano, a cui cos tanto
piace dare dei nomignoli, era stato soprannominato proprio con questo nome quando aveva
cominciato a venire in contrada di Talosa per allenare gli spingitori giallo- rossi.
Chi non era di Talosa non aveva capito bene il significato di quel soprannome,
per era simpatico, anche perch Michele era un personaggio gradevole, che ogni volta,
al termine delle prove, allarrivo sul sagrato del Duomo, si fermava con piacere a
rilasciare qualche intervista, a dire che i suoi ragazzi ci mettevano impegno, erano
forti o forse avevano bisogno di allenarsi un po di pi.
Si iscriveva sempre come spingitore riserva e se fosse capitato a lui fare il
proprio dovere con la botte non avrebbe certo disdegnato limpegno. Cercando il suo nome
tra gli annali si nota che gi dal 2001 risulta nelle liste degli spingitori/allenatori
e con lui si sono allenati veramente tanti.
In contrada poi era ormai uno di casa, a cui si va a chiedere un consiglio, e lui si
sentiva di casa a Montepulciano e veniva volentieri da Siena a passare le sue serate in
Talosa.

Tutto questo mercoled si fermato, e si fermato nel modo pi irruento,
Michele ha fatto in tempo ad arrivare a corsetta sul sagrato, come sempre vicino ai suoi
spingitori, ha fatto il gesto di fermare il cronometro, un tempo abbastanza
soddisfacente per Talosa, il giornalista ha fatto cenno di intervistarlo, come sempre
ogni sera delle prove del Bravo, lui si avvicinato, poi ha lasciato spazio ad uno
spingitore, ha detto ai suoi di riportare la botte in contrada, pochi metri tutti in
discesa e poi un mancamento. Si visto barcollare, appoggiarsi alla porta delle Chiesa
e poi cadere, i suoi lhanno subito soccorso e lambulanza era proprio in piazza.
Poi da l il buio: i bambini non hanno capito perch dopo tutta la fatica fatta
per le salite del corso, non potevano sbandierare in piazza grande, i grandi facevano
capannelli ristretti parlando sottovoce, i magistrati delle contrade non cerano erano
corsi allospedale di Nottola, i contradaioli increduli tornavano nelle proprie sedi, i
giornalisti televisivi interrompevano la trasmissione in diretta.
E nella notte la conferma, il cuore generoso e instancabile di Michele Lucci non
aveva retto, aveva cessato di battere per allenare i suoi ragazzi per il Bravo, che
questanno si faceva attendere visto che era stato rimandato e lo sconforto ha preso
davvero tutti: grandi e piccoli, giovani e meno giovani, contradaioli e
organizzatori.

Come riprendersi? Il Bravo 2005 nato male per una serie di vicissitudini legate
soprattutto al maltempo, ha regalato questo dramma alla storia di Montepulciano e dello
sport, adesso tutti si sentono responsabili, anche se le visite svolte di norma su
Michele non avevano fatto riscontrare niente, ma lo spirito certo diverso. I bambini
continuano a chiedersi perch non hanno sbandierato in piazza grande, i contradaioli
continuano a chiedersi, cosa fare nei prossimi giorni. Lanimo poliziano stato ferito,
e si sente in ogni vicolo, strada e piazza, uno spirito generoso e accogliente che cos
tanto era piaciuto a Michele Lucci. Grazie Carunchio.


Vania Berti

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