Ferrucci e Barbiani mai conosciuti prima

Luciano Garosi effettua importanti scoperte pittoriche nel Chiostro di S.Agnese

Incentrata sul tema della committenza, la brillante conferenza tenuta domenica 13 luglio
alle ore 17,30 presso il Chiostro della Chiesa di S. Agnese dal Dott. Luciano Garosi,
organizzata dall’Associazione Amici del Museo Civico di Montepulciano.
L’intero ciclo pittorico, che contorna il perimetro del portico del Santuario negli
affreschi delle lunette, è stato illustrato partendo dalla comparazione tra analisi
pittorica e successione cronologica dei dipinti.


Notevoli le scoperte scaturite dalla serie di studi del Dott. Garosi, che hanno
individuato importanti connessioni nella documentazione tra le famiglie che nel corso del
1600 finanziarono la serie di raffigurazioni ed i pittori che le realizzarono. Sulla base
di atti conservati presso l’Archivio di Stato di Firenze, sono risultati incarichi e
compensi mai rivelati finora per il ciclo pittorico di S.Agnese.
Particolarmente interessante anche l’individuazione della successione degli affreschi,
che non rispecchia in sequenza lo svilupparsi delle storie della Santa, ma sono
rappresentazioni spesso direttamente da mettersi in relazione con gli illustri
finanziatori.


Le famiglie facoltose che desideravano apparire illustrate con qualche riferimento
nell’affresco, sceglievano il soggetto che in qualche modo li connotasse anche
iconograficamente, al fine di essere subito individuati, anche se la posizione del
dipinto offerto in quel momento non rispecchiava nel portico lo svolgersi temporale
esatto, concepito dal progetto di Padre Lorenzo Sordini Mariani, Priore del Convento tra
il 1601 e il 1603.


È questo l’esempio della resurrezione di un bimbo affogato, che un ricco speziale voleva
associare alla propria capacità di guarire la gente in qualità di farmacista. O
l’immagine di una fanciulla, insidiata da un indemoniato, che viene salvata da S. Agnese
con l’aiuto di un cane (oggi non più visibile, ma attestato da studi fino al 1968),
animale che compare nello stemma gentilizio della Famiglia Fanti, committente della
lunetta. Oppure ancora come la figura del Vescovo di Montepulciano Sallustio Tarugi, che
si fa rappresentare come figura centrale e con una caratteristica di tipo ritrattistico.
Importante la scoperta di Luciano Garosi, che rintraccia con certezza la presenza di due
pittori, finora ritenuti semplicemente anonimi, nella quarta ala, dominata dalla presenza
di Salvi Castellucci, conclusiva del ciclo raffigurativo. Vengono individuati così, da
documenti inoppugnabili, Nicodemo Ferrucci e Bartolomeo Barbiani, quest’ultimo presente
contemporaneamente a Montepulciano nei dipinti sulla Passione di Cristo nella Sacrestia
della Chiesa di S.Agostino e nel Salone del Palazzo Nobili Tarugi. A questo proposito è
risultata veramente sorprendente la figura di un soldato, che compare, quasi
sovrapponibile, nella pittura di S.Agostino e nella trentacinquesima lunetta agnesiana.
Anche la presenza di Nicodemo Ferrucci, anch’egli finora mai citato per gli affreschi del
Santuario, è attestata da notule di pagamento. Ciò risulta ancor più verosimile, se si
pensa che Ferrucci aveva lavorato dieci anni prima nella decorazione del Palazzo
fiorentino del Priore del convento, Padre Dell’Antella; comprensibile, perciò che, una
volta nominato Priore, questi lo chiamasse a svolgere un lavoro analogo nel proprio
convento.


Sensazionale anche la ricostruzione della lunetta situata sopra l’arco d’ingresso del
chiostro. Ormai scomparsa quasi completamente, la pittura viene tuttavia ricostruita da
Luciano Garosi sulla base del progetto di Sordini Mariani, che aveva concepito la serie
di immagini secondo quella che era nel 1603 la costruzione del portico già edificato,
composto allora soltanto da un’ala e mezza, corrispondente alla parte affrescata da
Ulisse Giocchi. Decidendo di concludere il ciclo unendo S. Agnese e S. Caterina, Sordini
Mariani, riferendosi all’episodio narrato nella Vita di S. Agnese del Beato Raimondo da
Capua (biografo anche di S. Caterina), scritta nel 1366, fa rappresentare il miracolo
della visita di S. Caterina, in occasione della quale il corpo di S. Agnese avrebbe
sollevato il piede. Una curiosità riguarda l’unica figura superstite dell’affresco: sulla
destra, ritratto nelle vesti del Beato Raimondo mentre osserva il miracolo, sarebbe
ritratto Padre Sordini Mariani stesso, che comparirebbe anche nella lunetta speculare a
questa.


Gli studi del Dott. Luciano Garosi su “Il ciclo di affreschi del Chiostro di S. Agnese a
Montepulciano”, seguiti con grande interesse dagli intervenuti, sono in corso di prossima
pubblicazione.

[lt]

Montepulciano.com il portale informativo sul territorio di Montepulciano (Siena Toscana)
Contattaci | Cookie Policy | Termini d'uso | Regole della community | Mappa del sito

© Montepulciano.com - P.IVA 01329000523