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A ORIENTE DEL SOLE (25 Luglio - 3 Agosto 2003). Un Cantiere al di là di ogni confine e per i giovani, con un tripudio di prime assolute

È Così Fan Tutte di Mozart-Da Ponte ad inaugurare (Venerdì 25 Luglio, repliche il 27 e
29, al Teatro Poliziano) il Cantiere Internazionale d'Arte di Montepulciano edizione
2003. Titolo particolarmente significativo nella storia del teatro musicale, questo terzo
ed ultimo capitolo della 'trilogia erotica' nata dalla felice collaborazione fra Mozart e
Da Ponte mette in scena, come un teorema, la naturale volubilità delle passioni umane,
dimostrando di possedere ancora oggi una sua innegabile attualità. E attuale è la regia
che per l'occasione firma Sandra Leupold, fra i più brillanti registi tedeschi delle
nuove generazioni e con una dedizione esclusiva al mondo dell'opera (suoi anche Les
Boréades di Rameau con Simon Rattle a Londra ed un acclamato Don Giovanni a Berlino);
scene e costumi sono stati creati da Kathrin Haner. "Ho immaginato la vicenda non nel
Settecento, ma in una sorta di dimensione senza tempo, seppur nel modo di sentire vicina
ai giorni nostri", racconta Sandra Leupold. "Due sono i livelli nei quali si articola la
mia regia: da un lato c'è una sorta di omaggio al mondo teatro, la sua vita vista come da
dietro le quinte; dall'altro la necessità di evidenziare in Così Fan Tutte lo spirito
della commedia brillante ma anche del dramma umano che gli sta dietro. Per questo, ho
pensato fosse necessario anche un adattamento alla drammaturgia originale: lì Guglielmo e
Ferrando mettono alla prova ciascuno la fidanzata dell'altro, in un gioco di scambi che
mi è parso troppo lontano dalla nostra sensibilità; secondo la mia regia, i due giovani
faranno invece la loro scommessa ciascuno con la propria fidanzata. Ciò rende ancor più
esplosivo il dramma: il gioco terribile è ancor più umano e crudo, davvero vicino ai
giorni nostri".
Direttore artistico del Cantiere e bacchetta applaudita a livello internazionale, Enrique
Mazzola guida per l'occasione l'Orchestra del Royal Norther College of Music di
Manchester, una formazione di giovani impeccabile per efficienza e freschezza. Il cast
dei cantanti annovera Annarita Taliento (Fiordiligi), Maria Theresa Ullrich (Dorabella),
Jean-Pascal Heynemand (Guglielmo), José Montero (Ferrando), Teuta Koço (Despina),
Gabriele Nani (Don Alfonso).


Anche quest'anno Montepulciano vive un Cantiere davvero di respiro internazionale,
realizzato con appassionato entusiasmo da artisti che provengono - oltre che
dall'Italia - da Portogallo, Spagna, Francia, Inghilterra, Germania, Svizzera, ma anche
da Canada, Albania, Cina, Giappone, e dalle terre d'Israele e Palestina che nel nome
della musica rinunciano ad antichi, ma purtroppo attuali, conflitti. Il Cantiere
Internazionale d'Arte di Montepulciano varca così i consueti confini europei, spingendosi
fino alle culture più distanti per coinvolgerle in un ideale abbraccio di fratellanza: "A
oriente del sole" è, non a caso, il titolo che racchiude le numerose manifestazioni della
28a edizione (25 Luglio - 3 Agosto 2003), caratterizzate fra l'altro dalla forte
presenza di giovani, cantanti, musicisti, registi fra i migliori delle nuove generazioni.


In prima rappresentazione assoluta su commissione del Cantiere, lo spettacolo Zeim, re
dei geni (27 Luglio, 1, 3 Agosto) s'ispira ad un'omonima fiaba di Carlo Gozzi, e nel
riproporre l'affascinante oriente da favola che fa da sfondo alla storia del principe
Suffar e dell'amata Sarché tocca ancora il motivo conduttore di quest'edizione. Opera per
attori, Zeim, re dei geni ha una suggestiva veste musicale per pianoforte e percussioni
ideata da Carlo Argelli e l'impianto drammaturgico di Dario e Lia Del Corno. Regista è
Arnaud Meunier, che nella realizzazione dello spettacolo coinvolge gli allievi del suo
laboratorio teatrale. Con il trittico novecentesco (28, 31 Luglio, 2 Agosto) formato da A
qualcuno piace tango di Carlo Boccadoro, Il libro dei reclami di Luciano Chailly e The
Three Deaths of Jose Fernandez di Christopher Johnson, il Cantiere di Montepulciano
celebra poi la contemporaneità, e segnatamente quella italiana: la prima operina (del
1993, su libretto di Dario Olivieri) mostrerà ancora il talento versatile di un musicista
che è anche appassionato divulgatore, proprio a Montepulciano consueto protagonista di
entusiasmanti concerti/conferenze, mentre la seconda (del 1974. opera-suite su testi di
Renato Prinzhofer tratti dall'omonimo racconto di Anton Cechov) si propone come doveroso
atto d'omaggio alla memoria di una personalità artistica tutt'altro che secondaria anche
se purtroppo poco conosciuta; il terzo titolo, anch'essa una 'short opera' espressamente
per pianoforte (le altre due sono trascrizioni d'autore), è firmata da una giovane
promessa che studia al Royal Northern College di Manchester e viene proposta in prima
rappresentazione assoluta su commissione del Cantiere. Il trittico vede la concertazione
e l'impegno pianistico di André Hammerschmied, con la regia realizzata dagli allievi del
laboratorio di Manfredi Rutelli. Ancora un'opera, ma stavolta 'a pezzi' - ossia
presentata in forma musicale sintetica - è La Sonnambula di Vincenzo Bellini (29, 30
Luglio, 1 Agosto), titolo fra i più celebri in assoluto nel teatro musicale ed autentico
capolavoro di delicata effusione lirica: a proporla - nella trascrizione di Claudia
Leardini - sono il direttore André Hammerschmied e i musicisti del Quartetto
Cantiere2000, affiancati da giovani cantanti dei laboratori. La regia è del giovane
palestinese Akram Telawe, già distintosi per la cruda attualizzazione della Cenerentola
dell'anno passato e che anche stavolta non mancherà di trovare spunti e suggerimenti
nella realtà quotidiana. Lo stesso Telawe coordina e firma la regia di "Al Han Shalom",
grande concerto-preghiera per la pace in Piazza Grande (2 Agosto): Strumentisti e
cantanti di varia provenienza geografica offrono l'ascolto di musiche palestinesi,
ebraiche, africane ed italiane, sorta di colonna sonora per un unico ed ideale abbraccio
di fratellanza.


Con la prima esecuzione italiana assoluta di Enigma (1, 3 Agosto), musica di Detlev
Glanert su testo di Carlo Pasquini, il Cantiere offre una preziosa occasione d'ascolto e
prosegue la storica tradizione della favola musicale per bambini che proprio il suo
fondatore Hans Werner Henze inaugurò a Montepulciano, nel 1980, con il celeberrimo
Pollicino. In sintonia con il tema principale di quest'edizione del Cantiere, la storia
di Enigma rimanda, seppur indirettamente, ad antichi mondi orientali, perché tratta da
una novella della tradizione toscana che a sua volta fu una delle fonti per le vicende
permeate di magico esotismo narrate da Carlo Gozzi nella sua Turandot. Se l'educazione
musicale è oggi inesistente e l'interesse per la musica contemporanea una mera utopia,
ecco che l'Istituto di Musica di Montepulciano chiama i bambini, con l'aiuto degli
adulti, a partecipare all'esperienza concreta del palcoscenico ed a familiarizzare con la
musica còlta di oggi: Enigma, ovvero i tre indovinelli è un'opera pensata per loro e per
il loro avvicinamento alla musica, e coinvolgerà le forze congiunte di allievi ed
insegnanti in una partitura appositamente scritta da Detlev Glanert, giovane ma famoso
compositore tedesco, peraltro allievo a Colonia dello stesso Henze, già co-direttore
dell'Istituto e legato a Montepulciano da diverse esperienze artistiche. La realizzazione
dell'opera vede la partecipazione di due voci soliste di bambini e sei di adulti,
l'Orchestra, il Coro di Voci Bianche e la Corale Poliziana dell'Istituto di Musica di
Montepulciano; direttore è Luciano Garosi, direttore del coro Marcella Ciminello. La
regia è di Aurelia Eggers, scene e costumi sono di Andreas Wilkens. Dopo la prima
italiana di Montepulciano, Enigma approderà al Teatro di Halle per la prima esecuzione in
lingua tedesca (Ottobre 2003).


Numerosi appuntamenti con la poesia, concerti monografici dedicati a singoli strumenti
(il ciclo "Uno strumento al giorno...") ed uno spettacolo liberamente tratto da 2001:
Odissea nello spazio di Kubrick (adattamento e regia di Claudio Borgoni, interventi
pittorici e costumi di Davor Ciglar) fanno da allettante cornice agli appuntamenti più
propriamente sinfonici, con presenza fissa dell'Orchestra del Royal Northern College of
Music di Manchester. Il primo concerto (28 Luglio) è affidato alla bacchetta di
Christophe Mangou, che affianca il classicismo di Beethoven alle espressioni
contemporanee di Francesco Antonioni, una delle voci più interessanti ed innovatrici
della musica italiana, di Emily Haward e Johannes Harneit, tutte in prima esecuzione
assoluta su commissione del Cantiere. E ancora una novità mondiale scandisce il secondo
appuntamento (30 Luglio), con lo stesso Johannes Harneit stavolta in veste di direttore
ad interpretare Ultime braci di Marco Tutino, autore celebre per le sue composizioni
dedicate ai bambini, oltre a Beethoven, Hindemith e Bartok. Gran finale con il concerto
(3 Agosto) diretto da Enrique Mazzola, che propone un omaggio al creatore del Cantiere
Hans Wener Henze ma anche pagine scritte per l'occasione - e dunque nello spirito più
autentico del Cantiere di Montepulciano - dai giovani e coetanei Jean Louis Agobert ed
Alberto Colla, nomi di punta fra le nuove generazioni di compositori. Il programma del
concerto di chiusura è significativamente contrappuntato dal nome di Beethoven, il
musicista che più di ogni altro ha cantato la necessità di una fratellanza universale fra
gli uomini: quasi l'emblema, per il Cantiere 2003, di un mondo senza confini, che deve
guardare anche ad oriente del sole.

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