Montepulciano celebra i 50 anni della morte di Piero

I linguaggi della memoria civile, sabato 27 maggio Convegno Nazionale in Fortezza

Montepulciano si appresta a celebrare il cinquantenario della morte di Piero Calamandrei. Il grande giurista e politico, uno dei padri della Costituzione, era legato alla città da un forte vincolo sviluppato fin dall’infanzia quando il nonno era Magistrato presso il Tribunale di Montepulciano ed il piccolo Piero trascorreva lunghi periodi nella casa di campagna della famiglia.
Di Montepulciano, del suo grande affetto per questa terra, Calamandrei ha scritto in articoli e libri, alcuni ripubblicati di recente, ma la celebrazione dell’anniversario prenderà spunto da un fatto di cronaca (e dalle ricerche che questo ha suscitato) per riflettere sulle origini dell’oratoria civile di Calamandrei, considerata dalla critica come il frutto delle esperienze maturate durante la Grande Guerra.
La manifestazione è stata programmata per sabato 27 maggio, a partire dalle 10.00, presso la Fortezza ed avrà il carattere di un convegno sul tema “I linguaggi della memoria civile. Piero Calamandrei e la memoria della Grande Guerra e della Resistenza”. A presiede le tre sessioni saranno il prof. Gioachino Chiarini, Preside della Facoltà di Lettere di Siena, il prof. Camillo Brezzi, Preside della Facoltà di lettere di Arezzo, ed Alberto Quinti, Assessore alla Cultura di Montepulciano.
Dopo il saluto del Sindaco di Montepulciano, Massimo Della Giovampaola, sarà Riccardo Pizzinelli, Presidente della Società Storica Poliziana, a ricostruire il fatto dal quale parte la riflessione.
Nell’archivio familiare dei Calamandrei è stato infatti recentemente ritrovato il manoscritto, senza data, di un discorso rivolto ai cittadini di Montepulciano. Nel testo Calamandrei celebra i caduti poliziani della 1.a Guerra Mondiale, tema anche dell’epigrafe riportata sulla lapide datata 20 settembre 1921 ma inaugurata solo il 4 novembre dello stesso anno e oggi custodita nel Palazzo Comunale.
Nelle cronache locali non c’è però traccia di una circostanza ufficiale in cui il professore sia intervenuto. Solo ricerche più approfondite sul “discorso non pronunciato” hanno consentito di accertare che la manifestazione a cui sarebbe dovuto intervenire Calamandrei fu vietata dal Prefetto su richiesta del Fascio di Combattimento di Montepulciano.
L’episodio è certamente indicativo del clima turbolento di quegli anni, marcati da aspri e sanguinosi conflitti destinati a sconfiggere la fragile democrazia italiana del primo dopoguerra, in cui gli appelli alla pacificazione degli animi espressi da Calamandrei saranno destinato a cadere nel vuoto.
Il convegno vedrà la partecipazione di docenti universitari, studiosi, ricercatori e rappresentanti del mondo politico e delle istituzioni; al termine del dibattito, che si protrarrà per l’intera giornata, avverrà la cerimonia di consegna della raccolta dei manoscritti di Piero Calamandrei all’Archivio Storico del Comune e di donazione al Museo Civico di un paesaggio dipinto dallo stesso autore.

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