XXXI Cantiere Internazionale d'Arte sabato 15 luglio...

Un evento capace di caratterizzare fortemente tutta la storia di una manifestazione come il Cantiere Internazionale d’Arte è in programma sabato 15 e domenica 16 luglio a Montepulciano.

Al Teatro Poliziano (ore 21.15), sarà in scena un “dittico” operistico formato da “Das Wundertheater” (Il teatro delle meraviglie) di Hans Werner Henze, prima opera lirica composta dal grande musicista tedesco, e “Mahagonny Songspiel” di Kurt Weill.
Riunire in una sola serata la prima opera di teatro musicale di Henze (creata nel 1948, interamente musicata nel 1964, eseguita per la prima volta nella forma definita nel 1965 a Francoforte e mai rappresentata in Italia) e “Mahagonny Songspiel”, ovvero il prodromo della colossale opera “Ascesa e caduta della città di Mahagonny”, rappresenta uno sforzo considerevole ma anche occasione impedibile per molte ragioni artistiche che tali lavori hanno in comune.
“Si tratta – ha scritto il grande regista tedesco Alfred Kirchner, che firma lo spettacolo – di lavori che hanno in comune l’essere opere di esordio per la coppia compositore/librettista, legati in maniera evidente dall’impegno politico ma tali da aver raggiunto una validità universale”.
Il modello scelto da Henze per il suo primo lavoro operistico è Cervantes: grandiosa metafora sul teatro, la piece narra una storia che ricorda molto da vicino la celebre fiaba dei fratelli Grimm sul “re nudo”.
Alla sostanza di questa trama – incentrata sulla vicenda di un gruppo di burattinai girovaghi che si prendono gioco della credulità degli abitanti di un villaggio – si aggiunge l’intento satirico di Henze nei confronti della nostra società dove la “cultura” dell’immagine troppo spesso prevarica la sostanza delle cose quando non, addirittura, la verità stessa. Un atto d’accusa graffiante non solo nei confronti della superficialità e dei messaggi “massificati” ma anche delle paure e dell’ignoranza dilaganti che permettono, quasi sempre, ai mistificatori di prevalere con facilità.
“Mahagonny Songspiel” appartiene al cosiddetto “primo periodo” della produzione di Kurt Weill caratterizzato fortemente dalla collaborazione con Berthold Brecht e dall’immedesimazione nel messaggio morale ed artistico del suo teatro: denuncia piuttosto che celebrazione, antieroi e vittime al posto di condottieri e lieti fini, paradossi ed eccessi piuttosto che continuità narrativa; elementi tutti trattati con geniale efficacia e dal musicista “assorbiti” in quella che è considerata la porzione più ricca, interessante ed attuale del suo itinerario artistico.
L’opera andò in scena nel 1930 provocando l’ostilità accesa del nascente partito nazista che, arrivando al potere nei successivi anni, mise all’indice tutto il lavoro di Weill. Dopo tale “caduta”, la produzione di Weill si è inevitabilmente risollevata nel dopoguerra, sino a rappresentare uno dei monumenti più singolari e densi di significato della nostra modernità.
Un “geniale artigiano” del panorama teatrale mondiale del nostro tempo quale Alfred Kirchner – che ha dato vita (per limitarsi a citare il campo operistico) a realizzazioni entrate nella migliore storia recente del teatro affrontando un vastissimo repertorio che va dai grandi titoli mozartiani a prime mondiali di Zender e Zimmermann (compresa la prima americana di “Venus und Adonis” di Henze) passando, sempre con autorevolezza, coerenza ed originalità creativa, per Verdi, Puccini, Mussorgskij, Janacek e quasi tutto Wagner – firma la regia di questa “doppia” produzione nell’ottica di una piena sintonia con il direttore Jan Latham-Koenig da molti anni considerato uno dei massimi interpreti in attività per questo difficile quanto affascinante tipo di repertorio (non a caso è stato giudicato memorabile il “Knot garden” di Tippett da lui diretto l’anno scorso – in prima italiana - durante il 30° Cantiere).
Il panorama dei protagonisti di questa produzione non può mancare la citazione di Maria Elena Amos, che firma scene e costumi, di Tim Mascall per il disegno luci, di un folto gruppo di magnifici cantanti di elevatissimo spessore artistico sia sotto il profilo vocale che scenico e – in quanto orchestra “residente” del Cantiere – della formidabile Young Janacek Philharmonic Orchestra (senza dubbio una delle migliori orchestre giovanili in tutta Europa), fondata e stabilmente diretta dallo stesso Latham-Koenig.
La serata del 15 Luglio sarà trasmessa in diretta da RAI Radio Tre nell’ambito del notissimo spazio culturale “Radio 3 Suite” con presentazione, interviste e commenti a cura di Francesco Antonioni.

Montepulciano.com il portale informativo sul territorio di Montepulciano (Siena Toscana)
Contattaci | Cookie Policy | Termini d'uso | Regole della community | Mappa del sito

© Montepulciano.com - P.IVA 01329000523