Cantiere. I doni per Montepulciano

Spettacoli scritti da grandi compositori dedicati alla speciale realtà poliziana Montepulciano ha il privilegio di ricevere in dono dei regali inestimabili. La sua peculiarità ne fa un luogo di sperimentazione a cui grandi musicisti contemporanei dedicano delle composizioni studiate ad hoc.

Spettacoli scritti da grandi compositori dedicati alla speciale realtà poliziana Montepulciano ha il privilegio di ricevere in dono dei regali inestimabili. La sua peculiarità ne fa un luogo di sperimentazione a cui grandi musicisti contemporanei dedicano delle composizioni studiate ad hoc.

"Questo è l'unico esempio al mondo - ha spiegato il Direttore Artistico del Cantiere Internazionale d'Arte, Maestro Enrique Mazzola - in cui i compositori scrivono per la città" nella tradizione fondata proprio dal Maestro Henze nel 1980 con il Pollicino, evento storico che, si può dire, inaugurò la partecipazione viva e proficua dei poliziani, la maggior parte dei quali cresciuti poi nel segno della musica. Fra le numerose commissioni che il Cantiere ha sollecitato nel corso degli anni, ricordiamo in particolare la 'cantata asimmetrica' Le origini della musica forgiata da Nicola Campogrande su misura per il nostro locale Istituto Comunale. Fu pensata apposta per essere eseguita da un organico irregolare rispetto alle orchestre tradizionali, creato in base alle potenzialità efettive poliziane.

Per l'edizione 2003, il progetto di questa tradizione cantieristica si è ampliato e, come ventitre anni fa, un'intera opera lirica è stata 'inventata' per Montepulciano ed il suo Istituto di Musica, che il Maestro Henze guardava con occhio particolarmente amorevole. Detlev Glanert, uno dei suoi allievi, codirettore per qualche anno dell'Istituto insieme all'attuale coordinatore artistico Luciano Garosi, ha appositamente ideato una fiaba in musica con una vicenda che, dalla tradizione delle favole italiane rese letterarie da Carlo Gozzi trasporterà in un oriente immaginario. Esecuzione affidata praticamente per intero, a parte i sei adulti solisti, alla struttura dell'Istituto di Musica di Montepulciano. La direzione del Maestro Luciano Garosi, l'Orchestra dell'Istituto, il Coro di Voci bianche e la Corale Poliziana realizzano così uno dei sogni del Fondatore del Cantiere, che sperava, nell'ormai lontano 1976 con la nascita della sua 'creatura', di seminare dei fermenti artistici che ora stanno dando frutti già gustosi.

L'impronta di questo 28° Cantiere, nelle intenzioni del Direttore Mazzola, è dunque di favorire il contatto fecondo tra una base musicale classica importante e l'invenzione contemporanea. Ed ecco così affiancate le due opere, appuntamenti di spicco, la mozartiana Così fan tutte ed Enigma ovvero i tre indovinelli di Glanert; per gli incontri pomeridiani delle opere-a-pezzi La Sonnambula di Bellini cui farà da contrappunto un 'trittico' novecentesco vivace, formato da Boccadoro, Chailly e Johnson, del quale fa parte anche un immaginario rendez-vous tra Marilyn Monroe e Igor Stravinsky, e poi ancora i brani sinfonici di nuova commissione accostati a 'mostri sacri' della tradizione come Beethoven, cantore per eccellenza dell'armonia con la Sinfonia Pastorale.

In quest'ottica si colloca anche quello che non viene definito come un generico 'concerto per la pace', ma che si chiamerà invece Al Han Shalom. Preghiera in musica per la pace, al quale viene affidato il compito di rappresentare non solo una speranza, ma un esempio di pace vera: coordinati da Akram Telawe, il 2 agosto in Piazza Grande, musicisti palestinesi e israeliani suoneranno insieme ad un coro africano, ognuno nel rispetto della tradizione propria ed altrui. Perché Montepulciano è anche uno dei luoghi più determinati a lavorare per il dialogo fra i popoli, che si può costruire ogni giorno attraverso qualunque atto: "Noi dobbiamo andare oltre - ha detto Enrique Mazzola - Ci sono già i politici che lavorano per la pace. Questo è, e rimane, un Cantiere d'Arte, quindi il nostro lavoro semmai è arivare alla politica e alla quotidianità attraverso la musica. Quello che mi fa piacere pensare è che si arriva ad un abbraccio tra musicisti israeliani e palestinesi attraverso un momento di solidarietà sonora. La proposta di Montepulciano è di offrire una serata di musica, perché è uno dei tanti linguaggi che meglio affratella il mondo".

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